Leggere due romanzi a distanza di tempo e solo dopo, lentamente, percepire delle assonanze: non nello stile né nella trama, ma nell’anima dei loro autori. Dal punto in cui il sentiero scompare di Adriana Parrella e Un modo di cambiare il mondo di Matteo Reccagni raccontano storie legate al cosiddetto lavoro ‘sociale’, quello che comporta una scelta di vita ben precisa, dedicare il proprio tempo in modo strutturato ad aiutare chi è in difficoltà. Entrambi gli autori ce lo raccontano, non a caso, in prima persona, anche se con un flusso di narrazione molto diverso. Adriana Parrella ci immerge, travolgendoci quasi, in missioni umanitarie tra paesi afflitti da guerre, fame, epidemie. Si affida all’autofiction cambiando nomi, forse luoghi e sequenze di eventi, ma ci dona uno spaccato di vita vissuta molto potente, tra Africa ed Europa, tra emergenze e periodi di recupero, legami fortissimi e profonde solitudini.
Matteo Reccagni racconta con preziosi frammenti di dialogo cosa significhi gestire una casa-famiglia, dove abitano temporaneamente bambini e ragazzi che per diversi motivi non possono più vivere con i loro genitori. Anche in questo caso l’aderenza tra autore e protagonista è molto forte: diventano una sola nitida voce nel racconto della sua doppia paternità: quella con il figlio naturale e quella ‘temporanea’, eppure profondissima, con i piccoli ospiti della casa.
Amaranta, protagonista del romanzo della Parrella, vive con dedizione l’impegno umanitario in equilibrio con un forte dolore personale, che rende essenziale ogni giorno ridefinire la propria prospettiva. Come concedersi la propria privata sofferenza di fronte a tanto strazio nel mondo? Pietro, voce narrante del romanzo di Reccagni, si fa domande altrettanto potenti. Si può guarire dalla paura di essere un papà, per i propri figli e per coloro che si affidano a noi?
In due romanzi così diversi nella voce – torrenziale Parrella, intimistico Reccagni – si sente egualmente importante il valore e allo stesso tempo il peso di una scelta impegnativa, quella di fare un lavoro che non può mai escludere l’anima, in cui non si può tornare a casa e chiudere il mondo fuori, dove a volte non ci si sente all’altezza del compito. Ma soprattutto, dove accade di sentirsi in colpa quando ci si sente felici.
“Io ho un po’ un complesso del dolore: ché mi pare sempre che non debba provarlo: il mio dolore non sarà mai paragonabile a quello di qualcuno che si trova in casa e la famiglia distrutta dopo un bombardamento”. Adriana Parrella
“Si potrebbe pensare che accogliere non sia un gesto talmente grande da cambiare il mondo, ma io credo che, quando mi hanno accolto in casa-famiglia, loro hanno cambiato il mio di mondo.” Matteo Reccagni
Adriana Parrella
Dal punto in cui il sentiero scompare, Baldini&Castoldi
novembre 2025
257 pagine
Matteo Reccagni
Un modo di cambiare il mondo, Eretica
luglio 2025
168 pagine

