Il mare è vacanza, svago, divertimento, leggerezza. Al mare ci si sveste, abbandonando oltre ai vestiti anche tutta la pesantezza di un anno di lavoro, mostrandosi così per quello che si è, privi di sovrastrutture. Ci sono però due degli esordi di cui abbiamo scritto (e di cui abbiamo parlato con le loro autrici dal vivo) che prendono questa ambientazione e ne ribaltano le aspettative: in Marea di Laura Nicchiarelli (66thand2nd) come anche in La Cecilia di Michela Panichi (nottetempo) la spiaggia diventa un luogo che custodisce segreti.

Sotto il sole abbacinante di Punta Ala e di Ischia, i protagonisti dei due romanzi mentono, ma sarebbe più corretto dire che non correggono un fraintendimento, omettono dettagli lasciando ad altri il piacere di ricomporre i frammenti di verità a loro gusto. Cecilia è una ragazzina che viene scambiata per maschio e decide, consapevolmente e con una certa dose di incoscienza allo stesso tempo, di coltivare l’equivoco, costringendosi così a tutta una serie di rocamboleschi espedienti pur di non confessare di aver mentito. In Marea, la menzogna è più diffusa e riguarda in vario modo tutti i personaggi, ma quello che più si avvicina alla Cecilia di Panichi è Nico: anche lui un bambino, che sparisce un pomeriggio nella pineta, per poi ricomparire senza un graffio qualche ora dopo. Di questa assenza non parla mai a nessuno, dando il via a numerose congetture e tanta frustrazione. L’estate e le località di mare diventano quindi le quinte sceniche perfette per stupire chi legge con storie molto diverse da quelle che ci si aspetterebbe di trovare sotto l’ombrellone e proprio lo straniamento è la strada che hanno scelto entrambe le autrici. 

Ma le tangenze tra i romanzi non si limitano a questo. Sia in Marea che in La Cecilia, la spiaggia, tanto desiderata dai protagonisti nelle prime pagine, si trasforma, capitolo dopo capitolo, in una prigione: non c’è modo di allontanarsi, di nascondersi o fingersi trasparenti come l’aria, e quel sole abbacinante non lascia scampo e chiede verità. Così la spensieratezza dell’inizio lascia puntualmente il passo all’angoscia con un ritmo che, in entrambi i romanzi, si fa più concitato ad ogni pagina.

Certo, si tratta comunque di romanzi diversi. Panichi dà il meglio calandosi nella mente della sua protagonista, facendoci fremere insieme a lei di paura ed eccitazione, dando voce alla sprezzante ingenuità di una bambina di tredici anni. Nicchiarelli al contrario ha uno sguardo più ampio che tiene insieme tanti personaggi senza apparenti preferenze, dimostrando una grande abilità nel tessere una trama complessa in cui ogni menzogna si intreccia a quelle altrui, in una polifonia di slanci di onestà e tentennamenti. Due romanzi che si guardano davvero allo specchio, da leggere in estate, col sale sulla pelle.

 


Michela Panichi
La Cecilia
maggio 2025
264 pagine

Laura Nicchiarelli
Marea
gennaio 2026
216 pagine