Baba, esordio di Mohamed Maalel per Accento Edizioni, nasce come una lettera d’amore di un figlio a suo padre, per poi trasformarsi in un’intima storia familiare. Ahmed, il protagonista, torna da Palermo ad Andria per assistere Taoufik, il suo baba, ricoverato in ospedale. Ѐ l’occasione per fare un viaggio nella memoria, parlare della sue radici italo-tunisine e definire la propria identità attraverso il rapporto, difficile e appassionato, col genitore malato.

Nelle tre parti che compongono il romanzo – e che corrispondono grosso modo all’infanzia, all’adolescenza e all’età adulta di Ahmed – accompagniamo il protagonista tra i suoi ricordi, nitidi come istantanee: la casa pugliese, le donne del Sud ai fornelli, sempre intente a friggere, i viaggi in Tunisia con l’auto carica di regali per i parenti sconosciuti, il couscous di nonna Zora… l’atmosfera è carica di profumi nostrani e spezie nordafricane.

Non tutti i momenti di questo viaggio a ritroso nel tempo sono felici però, anzi. Suo padre è spesso violento, i compagni di scuola lo insultano; la lingua, l’odore della pelle, i vestiti usati comprati al mercato, l’islàm: tutto lo rende diverso, solo.

“Il terzo giorno mi sono accorto di non avere neanche una foto con i miei compagni. Nessuno aveva accettato di farsi una foto con me. Fotografavo le loro ombre, i loro contorni. Mi sono fatto una foto da solo, vicino alla fontana di Trevi.”

E poi, ancora, lo sguardo di Ahmed inizia a posarsi sugli uomini. Per anni farà i conti con i suoi desideri, li soffocherà, considerandoli un peccato gravissimo, cresciuto in una famiglia in cui

“I maschi non giocano con le bambole. I maschi non giocano con le femmine. I maschi non giocano a fare le femmine. I maschi sono maschi, le femmine sono femmine”.

È un romanzo di formazione calato nell’autofiction – Maalel dichiara di aver creato un altro sé per raccontare la sua vita, per riflettere su quanto gli è successo senza correre il pericolo di cascarci dentro – che medita sulla multiculturalità, il potere della memoria e la costruzione di sé, in bilico tra la rabbia e la nostalgia. È un diario intenso e crudo, un’analisi e, nel contempo, una confessione.

I capitoli brevi, ciascuno col suo titolo esplicativo, danno alla narrazione un ritmo rapido, eppure lucido. La scrittura è lineare – belle le parti in cui si trascrive la lingua parlata da Taoufik, una mistura di arabo, italiano e dialetto pugliese – a volte dolcissima come i cornetti al cioccolato che Ahmed mangiava da bambino.

 


Casa editrice: Accento Edizioni
Collana:
Accento acuto
Pubblicato a: Maggio 2023
N. pagine: 272

Sull’autore: Mohamed Maalel (Andria, 1993) si definisce metà orecchietta e metà couscous per le sue origini italo-tunisine. Quando non immagina possibili storie da raccontare, scrive per il Giornale di Sicilia. Ѐ stato uno degli analisti del programma Rai Tv Talk.