Fine XVIII secolo, siamo in una bucolica campagna milanese, a far da sfondo al romanzo ci sono i raccolti e le vite agresti scandite dal lavoro – ed è tutto normale fino a che non lo è più, una calamità, infatti, si scaglia sulla popolazione di Milano in quell’estate del 1792:
“Le nostre campagne vivono nel tumulto delle notizie, che la città trovasi assediata dall’attacco non di un esercito, come Lei brillantemente ipotizzava tempo addietro, ma di quello che nel contado non esitano a definire un ‘mostro’.”
Solo un mostro può commettere gli orribili omicidi che sconvolgono la comunità milanese: uno dopo l’altro vengono rinvenuti i corpi smembrati di ragazzini e ragazzine prede della Bestia, chiunque commetta simili efferatezze non può di certo essere un umano, ed ecco che si parla di una nera figura alta due metri, pelo irsuto, falangi e artigli letali – un essere lontano da Dio, nato per uccidere.
“Chi ne ha potuto vedere le fattezze, l’ha descritta come metà umana e metà animale, mutevole come le facce del maligno e tentatrice come con Cristo nel deserto: è il segno della corruzione dell’uomo, del peccato e della presenza demoniaca in noi, nella comunità. L’unico modo di fermarla è la fede, solo con Dio al nostro fianco possiamo sconfiggere il male”.
È quindi proprio un “Figlio del Diavolo” che si va a cercare – nella lingua germanica lo chiamano werewolf, l’uomo-lupo, mezza bestia mezzo umano disceso in mezzo alle persone. Ma si tratterà veramente di una creatura soprannaturale? Quando terrorizzata, la mente gioca brutti scherzi, ed è un attimo che la giustizia venga soverchiata dal giustizialismo. Ecco che le maldicenze crescono e diventano sentenza collettiva, ed ecco che la sentenza collettiva inizia a trasformarsi in false accuse.
“Tutti parlavano di tutto e – di conseguenza – tutti parlavano di niente. Un vuoto che gli uomini non capivano e colmavano alzando la voce, con sicurezze cantate prima a sé stessi, poi agli altri. Con gli occhi cercavano colpevoli, e i pensieri si facevano serpenti. Malvagi, striscianti.”
Per salvare Milano le preghiere non sono sufficienti, nei tempi più cupi è il lume della ragione che deve rischiarare le menti, questo l’arduo compito di Cesare Beccaria – quel Cesare Beccaria; giurista, filosofo, autore dei Delitti e delle pene e grande sostenitore dell’abolizione della pena di morta. Un’impresa degna del suo nome.
“Con il pensiero abbiamo provato a illuminare la notte: eppure, ora so che tanto è più chiara la luce, tanto più diviene nera l’ombra alle sue spalle. Se esiste una verità, sopravvivrà solo lontano da noi. Ogni volta che ci illuderemo di poterla possedere, arriveranno altre Bestie e arriveranno presto, con altre facce, lasceranno altri segni.”
Tra romanzo storico e splatter, l’esordio di Alessandro Refrigeri riesce a cogliere il potenziale della letteratura di genere per portare una tematica attualissima. Una scrittura scorrevole e una trama intensa fatta di azione e colpi di scena sanno coinvolgere al punto giusto, mentre nonostante l’ambientazione settecentesca e gli elementi da folk horror, la scelta linguistica opta per un registro leggero, a tratti moderno. Doveroso riconoscerglielo: una scelta felice.
Il miscuglio di elementi storici rende questo romanzo originale per gli appassionati del filone – senza esagerare o ricercare facili shock, non vengono risparmiate descrizioni grafiche dalle tinte gore, com’è giusto che sia per un libro del genere. Resa bene, inoltre, l’atmosfera oscura di una Milano che era solo un villaggio, centro di superstiziosi e chiacchiericci, dove il lavoro e la religione sono elementi intrisi nel tessuto sociale. L’horror è da sempre stato un pretesto per parlare di tematiche forti con una libertà espressiva che altrove è difficile da trovare, ben venga che si tenga alto il potenziale di un tipo di lettura che rimane ancora piuttosto di nicchia.
Casa editrice: Accento edizioni
Pubblicato a: giugno 2024
N. pagine: 192
Sull’autore: Alessandro Refrigeri è nato nel 1998 a Perugia. Si è laureato in Economia dei beni culturali e in Comunicazione d’impresa, ha frequentato la Scuola Holden a Torino. Autore di articoli e testi drammaturgici, nel 2023 ha fondato il progetto artistico Moth. Cesare Beccaria contro la Bestia è il suo primo romanzo.

