La potenza deflagrante di Charlie palla di cannone spalanca una breccia da cui passano molti pensieri, nei giorni successivi alla lettura. Il protagonista che dà il titolo al libro, al secolo Carlo Campo, è un bambino di soli nove anni, che sembra portare dentro di sé tutto il peso del mondo – o forse, a ben guardare, che riesce a fare del mondo il suo trampolino di lancio, proprio come il bimbo che si dondola sul mondo in copertina.

Rimasto senza braccia e senza gambe a seguito di una meningite, nella sua esistenza breve e sofferta Charlie fa della ribellione la sua missione di vita: si ribella alla sua infanzia, diventando in breve tempo un asceta erudito e un carismatico trascinatore di folle; si ribella alla sua condizione fisica, decidendo di sottoporsi a estenuanti allenamenti per gettare il suo corpo oltre l’ostacolo di una realtà che gli va strettissima, come la tutina aerodinamica che indossa. Si ribella, soprattutto, ai confini di una visione soggettiva e ombelicale del mondo, guidandoci con la sua voce attraverso altri sguardi, altri sensi, altri vissuti.

“La mia mente si salda al paesaggio come un Ringo bianco a uno nero. Il ronzio degli pneumatici è ipnotico, il loro sobbalzare sulle giunture tra le lastre d’asfalto è il battito del cuore della Mami.”

Impariamo a conoscerlo attraverso il racconto del Capoclasse, un coetaneo goffo e insopportabilmente colto nonché uno dei suoi discepoli, il cui passaggio all’età adulta rappresenta lo spartiacque del romanzo e ci offre un resoconto della vita di Charlie da due prospettive diverse della stessa persona. 

L’esordio di Giulio Spagnol colpisce per la voce estremamente versatile e sicura, che riesce a essere naturale e convincente anche mentre dipinge le situazioni più assurde. I dialoghi risultano sempre vividi e credibili, con salti acrobatici dal registro delle filastrocche per bambini a quello dei trattati filosofici e spirituali. Non fatevi ingannare dall’apparente grevità del tema centrale: oltre a riflettere si sorride e si ride molto durante la lettura, anche nei momenti più crudi e raccapriccianti.

Charlie palla di cannone non vuole affatto essere un romanzo di trama e, nella sua brevità, ci offre un’infinità di punti di vista:

“Gli altri non sono mai solo gli altri, gli altri sono come granelli di polvere sulle lenti degli occhiali: se non ci fossero i granelli di polvere non ti accorgeresti di avere le lenti sporche e non vedresti mai la realtà per quello che…”.

Questo approccio caleidoscopico sembra funzionare meglio dal punto di vista stilistico che da quello narrativo, nel quale i sobbalzi tra una parentesi e l’altra si fanno sentire maggiormente, facendo a volte percepire una mancanza di coesione. Nonostante questo, la lettura resta piacevole e, soprattutto, non lascia indifferenti: questi “vuoti d’aria” percepiti, ad esempio fra la storia di Charlie e quella dell’attrice berlinese Alix, che lo stesso protagonista racconta in una lunga divagazione davanti ai compagni di classe, lasciano a chi legge lo spazio per porsi altre domande, tracciare i propri collegamenti, scoprire nuove incertezze.

Tra la fiaba tragicomica e la speculazione filosofica, passando attraverso il metaromanzo e la dissertazione scientifica, il debutto di Spagnol si distingue per una voce forte e ben definita, oltre che per la capacità di intrecciare profondità e leggerezza, e colloca sulla mappa letteraria un autore da tenere assolutamente d’occhio.

 


Casa editrice: Mondadori
Collana: Narrativa contemporanea
Pubblicato a: aprile 2024
N. Pagine: 132

Sull’autore: Giulio Spagnol è nato a Varese nel 1992. Ha studiato filosofia a Milano e neuroscienze al Magdalen College di Oxford. Nel 2022 ha fondato la rivista letteraria “Galápagos”. I suoi racconti sono usciti su “Nazione Indiana”, “Machina” e “Pastrengo”.