Il romanzo d’esordio di Giacomo Ceccarelli si legge in un battito d’ali, ma non per questo si tratta di una lettura leggera. Dalle prime pagine di Cornacchie sentiamo un’inquietante vertigine: quella di quando apriamo un libro e ci troviamo in un mondo che ricorda terribilmente il nostro. 

Siamo davanti a un’umanità il cui unico focolare intorno al quale ritrovarsi è l’imperdibile appuntamento settimanale col GF Vip. Un’umanità frantumata in mille pezzi, in cui ognuno vive nel proprio compartimento stagno, diventando cieco e sordo pur di difenderlo. Un giorno avviene un fatto straordinario: un gruppo di cornacchie viene ripreso dall’ornitologa Olga Leffman nell’atto di accendere un fuoco.

“Un piccolo stormo di cornacchie svolazza sopra una roccia al tramonto.
Tutte stringono nel becco un ciuffo di erba secca.
A turno, lo posano in una sorta di incavo sulla roccia, fino a creare un mucchietto.
L’unica cornacchia che non vola, la più grossa, si avvicina saltellando.
Lei nel becco ha una specie di stecco sottile, cilindrico.
Comincia a picchiettare sulla pietra con violenza.
A ogni colpo, una scintilla d’oro.
Ne bastano quattro. La paglia prende.
La fiamma nasce.
Le altre cornacchie, nient’affatto spaventate, tornano a svolazzare.”

Trascinati pagina dopo pagina da una prosa fatta di frasi brevi e sincopate, in una continua contrapposizione tra lirismo e black humour, incontriamo i diversi personaggi del romanzo entrando con spietata immediatezza nelle loro vite, come quelle zoomate sugli occhi dei protagonisti che danno inizio alle puntate della serie Lost. La vicenda di Olga, leggermente sfalsata sul piano temporale rispetto alle altre per poi ricongiungersi a esse nel finale, detta il ritmo e funge da telaio su cui si intrecciano tutti gli altri fili, creando una trama ricca e vivace che potrebbe però beneficiare di un ordito più solido e di una coesione maggiore.

Pepo Dj è un ragazzo privo di qualsivoglia talento ma dotato di un sorriso irresistibile e disposto a tutto pur di finire in TV; Jasmine arriva dalle Filippine in Italia a fare la domestica per pagare le cure di un figlio in fin di vita; Girolamo è un parrocchetto rosso prigioniero di una gabbia puzzolente nella casa di una coppia di facoltosi anziani; Enzo, il figlio annoiato di una madre assente e fricchettona, scopre nel fuoco acceso dalle cornacchie la sua missione: difendere col sangue il dono di Dio agli uomini. Un Dio che, a onor del vero, conosciamo in un’unica manifestazione: il Dio Share, al quale l’autore televisivo Alberto non esita a sacrificare la vita altrui pur di essere baciato dalla fiamma del successo.

Il video delle “cornacchie Prometeo” sfiora come una brezza tutti i personaggi, cambiando in modo silenzioso e determinante il corso della loro esistenza. Questa inaspettata piega dell’evoluzione animale ha una portata ancora più grande di quello che sembra: suona come una voce che cerca disperatamente di spiegare alle persone cosa importa davvero, e per cosa vale la pena vivere, lottare, morire. Ma lo fa gridando invano, in una lingua incomprensibile.

“In galera, nel salotto dei signori Grandi, ho visto una serie in cui il protagonista ripeteva in continuazione che di fronte a una giusta causa, la vita e la morte diventano pedine semplici, come le altre, con lo stesso peso, lo stesso valore…
(pausa)
Ergo morire per aiutare una persona che sta morendo è onorevole. È giusto.
È una non morte.
Poi simili a strampalati aquiloni, il trio si rialza in volo.”

In un altro piano dimensionale della stessa umanità, quello di noi lettori, le Cornacchie gracchiano e noi capiamo fin troppo bene: la voce di Ceccarelli ci fa ridere amaramente, provare ribrezzo e tenerezza, ci fa stringere gli occhi per non vedere e poi ce li fa riaprire per impellente curiosità, ma soprattutto ci mette di fronte a uno specchio impietoso, costringendoci a interrogarci sulle nostre gabbie.

 


Casa editrice: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pubblicato a: marzo 2025
N. Pagine: 192

Sull’autore: Giacomo Ceccarelli ha 38 anni, è giornalista pubblicista, romano, lavora in un’azienda di make up a Milano, “ex pugile dilettante per la Boxe Trastevere”, come si descrive nella seconda di copertina. Cornacchie è il suo primo romanzo.