Di me non sai è il romanzo d’esordio di Raffaele Cataldo, pugliese classe 1991, che dopo numerosi racconti pubblicati su varie riviste (Narrandom, L’Ircocervo, L’inquieto) è approdato alla forma narrativa più estesa. Lo fa grazie ai tipi di Accento Edizioni, casa editrice di Milano che ha programmaticamente dedicato una sua collana (Accento acuto) alle opere prime del panorama italiano. 

La storia scritta da Cataldo è un vertiginoso gioco di corpi e di specchi, un rapporto tesissimo. Lucio è un uomo adulto, ossessionato da un giovane che vede ogni giorno dalla finestra del suo ufficio; quando i due si conoscono su un sito di incontri per uomini gay, Lucio non sa che il passato di Davide è segnato da Lorenzo, la cui scomparsa nel nulla è una ferita ancora aperta e pulsante.

L’incipit deflagra sulla prima pagina (“Ci sono persone che non avrebbe mai potuto conoscere se non fosse stato per il sesso”) e da lì si susseguono capitoli che alternano i punti di vista dei due protagonisti, brevi se non brevissimi come battiti accelerati. L’autore, a un intreccio denso di colpi di scena, predilige la restituzione del ritmo sincopato dei corpi affamati che cercano l’amplesso.

Il voyeurismo è la cifra caratterizzante di tutto il testo, uno spiare ossessivo ma al contempo inappagabile:

“Si avverte chiaramente un raspare di curiosità, di incredulità, di certo anche speranza.”

Lo sguardo fruga nelle pieghe del lenzuolo come nei pensieri di questi maschi, così diversi tra loro eppure accomunati dall’incapacità di aprirsi a un legame sentimentale vero e profondo.

Rapporti frettolosi consumati in auto nell’assolata campagna pugliese non si dimostrano più desolanti dell’artificiosa quotidianità casalinga che Lucio cercherà di creare con Davide. Ogni frase di Cataldo sembra velata di malinconia, come l’estate barese: i muri a secco, i campi riarsi, una lucertola a cui non è bastato separarsi dalla coda per salvarsi. La bellezza del romanzo sta tutta qui, nella struggente poesia di alcune immagini che, come istantanee, colgono il senso ultimo di una storia di sesso e mai di amore.

A quella conoscenza permessa e promessa dal sesso in apertura, risponde il titolo del romanzo, consegnando al lettore tutto il pessimismo che Cataldo infonde nel testo: per quanto uniti e aggrovigliati, Lucio e Davide non riescono a conoscersi, a parlare davvero con sincerità, rimanendo in fondo degli sconosciuti. 

Non è un romanzo adatto a chi ricerca una storia romantica e idealizzata, a chi ama le trame complesse e l’affollarsi di molti personaggi; piuttosto sarà gradito a chi ama il torbido, i sentimenti impuri e soprattutto non si aspetta un lieto fine.


Casa editrice: Accento Edizioni
Collana: Accento acuto
Pubblicato a: gennaio 2024
N. pagine: 218

Sull’autore: Raffaele Cataldo, pugliese, classe 1991, vive a Torino dove ha frequentato la Scuola Holden. Ha pubblicato racconti su varie riviste (Narrandom, L’Ircocervo, L’inquieto).