Abbasso i memoir, viva i memoir. In un momento in cui raccontare la propria storia è la strada più frequentata da chi esordisce nel mondo letterario – e non solo – il debutto al romanzo di Salvatore Toscano, già autore del saggio Infinite Loss su David Foster Wallace nel 2011, brilla per originalità dell’approccio, nitidezza della voce, qualità della scrittura. Vien da chiedersi perché l’autore abbia aspettato tanto a scriverlo. Forse proprio l’attesa di una data precisa, quella in cui avrebbe compiuto la stessa età (41 anni) che aveva suo padre nel giorno in cui la sua vita si è interrotta mentre giocava a pallone, un Venerdì Santo. L’impulso della narrazione sta proprio lì, nel conto alla rovescia di un figlio che sente sbagliato, doloroso, diventare più vecchio del proprio genitore e che realizza come il tempo possa scadere all’improvviso, con ancora tante cose da fare.
“Chi vive oltre i quarant’anni? Rispondetemi sinceramente, onestamente. Ve lo dico io, chi vive: gli stupidi e i furfanti”
recita Dostoevskij in esergo, dando origine al titolo. La perdita è avvenuta all’età di otto anni, un’età in cui forse si è ancora troppo piccoli per elaborare davvero. L’autore ne ha parlato poco o niente per oltre trent’anni: decide di farlo oggi, con una memoria recuperata e depositata nelle pagine del romanzo, “perché non scappi più via”. E allora del tempo trascorso con il padre (e con il suo “naso leggendario”) tornano alcuni frammenti, come i Sette re di Roma imparati a memoria, il gelato allo chalet, la passione condivisa per il calcio. Torna anche vivido il ricordo del giorno della morte, confine netto tra la vita di prima e l’esistenza che ne è seguita. Una vita dedicata alla musica e alla scrittura senza un percorso preciso, forse inconcludente rispetto a quella paterna.
“Cosa so per davvero? Cosa credo di sapere? Tutte le nostre vite sono insufficienti. Siamo scolari incapaci”.
La forma della narrazione è una lunga, densissima lettera a una donna incontrata da poco più di un mese ma molto amata. Anche questo, forse, uno stimolo a mettersi a nudo: l’autore – o meglio, il suo personaggio – si definisce “un orfano innamorato”. Non sono previsti sconti. Sulla pagina c’è una raccolta pressoché esaustiva di tutto quanto ha avuto significato nella sua vita sino a quel momento: aneddoti, nostalgie, entusiasmi, confessioni.
“Cosa farei se sapessi che questo è il mio ultimo giorno? Correre, suonare la chitarra, rivedere il sorriso di Bud spencer, mangiare i dolci più buoni che esistono.”
La vita scorre a ritroso, tra amicizie che sono fratellanze – su tutti Carlo, l’amico che lo ospita nelle campagne romane e che ci sembra di conoscere da sempre – e la famiglia: la madre con cui non si parla mai del padre, il fratello maggiore, l’allegra zia Anna e la sua famiglia, il tenerissimo zio Alfredo, in uno spaccato nostalgico e divertente degli anni ‘80 e ‘90. Persone, soprattutto: affetti ricambiati, come quello con Antonio Moresco, di cui Toscano ha curato la postfazione di Diario del caos e che considera orgogliosamente una figura paterna. E poi la playlist della sua vita, chitarrista e profondo cultore: ogni pezzo ha un significato cruciale così come i miti che lo hanno accompagnato: su tutti Mark Knopfler e David Bowie. La citazione d’obbligo è per Alta fedeltà di Nick Hornby: “mettere insieme una compilation è come architettare la trama di un romanzo”.
Citazioni, fotogrammi, frammenti di libri e film (su tutti Rocky e i film con Bud Spencer, per la loro generosità), la passione per la corsa: ogni dettaglio è importante, va messo dentro, in questo glossario delle cose amate che esorcizza la morte risplendendo di vita.
La scrittura di Toscano è sicura e cesellata, ogni parola sembra insostituibile. Un romanzo volutamente debordante, che del memoir tradizionale non ha i chiaroscuri, ma un’esplosione di franchezza. Una lettera d’amore al padre e a sé stesso, scritta al momento giusto: è valsa la pena aspettare, adesso però vorremmo leggerlo ancora.
Casa editrice: Baldini e Castoldi
Collana: I Lemuri
Pubblicato a: giugno 2024
N. pagine: 304
Sull’autore: Salvatore Toscano è nato nel 1978 e vive a Pomigliano d’Arco. Ha pubblicato Infinite Loss, breve saggio su David Foster Wallace (Epika Edizioni 2011), e ha curato la postfazione di Diario del caos di Antonio Moresco (Wojtek 2022). Gli stupidi e i furfanti è il suo primo romanzo.

