Con quale coraggio si è costretti a scegliere quando si sente di non poter fare altrimenti, o quando la scelta, qualunque essa sia, comporta un estremo sacrificio?

E dove trovare la forza, se il sacrificio investe la nostra famiglia prima che noi stessi?

È questo lo stato d’animo di Clyde Deyalsingh, il protagonista del romanzo d’esordio della scrittrice trinidadiana e irlandese Claire Adam, Golden child, tradotto da Emilia Benghi per 66thand2nd. 

Siamo a Trinidad e Tobago, nel secolo scorso, in un periodo  tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo, mentre si andava esaurendo la crescita economica dovuta al boom estrattivo dei giacimenti petroliferi dell’isola. Clyde lavora in raffineria e vive in una casa circondata dalla boscaglia in una zona rurale lontano dalla capitale Port of Spain. Ha una moglie e due figli, Peter e Paul. Sono gemelli ma, mentre Peter è un genio precoce – il golden child del titolo – Paul è schivo, silenzioso, a volte ribelle, con problemi nell’apprendimento. Clyde, però, ha un grande sogno: in un momento storico di difficile transizione economica, quando soprattutto le zone periferiche dell’isola soffrono la precarietà e il disagio della povertà rurale, questo padre ha scelto di investire tutto sul successo di Peter, il gemello talentuoso. È per questo che sta risparmiando più che può, per garantirgli un futuro di studi all’estero. L’autrice lo ritrae intento in questo sforzo, che sarebbe simile a quello di ogni genitore che ha a cuore l’avvenire del proprio figlio, se non comportasse, nel dipanarsi della trama, sviluppi imprevisti e inquietanti.

Il racconto comincia quando i ragazzi hanno tredici anni e Paul improvvisamente una sera scompare nel nulla. I Deyalsingh hanno già subito una rapina in casa e per Clyde, che dedica tutto sé stesso alla sicurezza economica e fisica della moglie e dei figli, sta per arrivare il momento di una scelta drammatica ma ineludibile. Attraverso un lungo flashback veniamo a conoscere l’antefatto, la nascita dei gemelli e poi le trame familiari, i segreti e i rapporti più o meno cordiali di Clyde con i molti parenti di sua moglie. Il suo universo è quello degli affetti più cari, eppure quando si troverà a dover fare la scelta cruciale che segnerà, in direzione opposta, la vita dei figli, egli sarà solo contro tutti, determinato nel prendere decisioni di cui porta la responsabilità, convinto che il suo disegno per l’avvenire del golden child debba resistere a tutto, anche a discapito del già precario futuro del gemello.

“Sui soldi in Inghilterra ho deciso da molto tempo. Mi sono detto, quei soldi sono per Peter. Me lo sono ripetuto, nessuno, non importa chi sia e per che cosa li voglia, nessuno al mondo avrà quei soldi se non Peter”.

Non sveleremo oltre della trama perché questo è un libro che indaga drammaticamente la coscienza e i timori dell’essere padre, ma è strutturato come un giallo. Diremo soltanto che Clyde ha nelle mani le sorti della sua famiglia, non vuole sbagliare ma Paul  sconvolge i suoi piani. E, infatti, è Paul l’altro protagonista del romanzo: l’introverso, lo stravagante, quello che potremmo definire l’ungolden child. Un ragazzo che fa tenerezza per la sua sensibilità, in contraltare alla imprescindibile, forzata durezza paterna. Anche lui vive caricato da un’opprimente responsabilità, quella di dover essere come gli altri, soprattutto suo padre, vorrebbero che fosse, cioè l’ombra riflessa di suo fratello: 

“Ma che senso ha cercare sempre di accontentare papà? Solo Peter ci riesce. Tutto quello che fa Peter è perfetto, e tutto quello che fa lui è sbagliato. Paul si succhia piano i denti, pensandoci su. Io basta. Non ce la faccio più.”

Claire Adam rappresenta magistralmente tutto questo, disseminando la pagina di angoscia e inquietudine, con una penna che nulla ha dell’esordiente. Una scrittura matura che costruisce dei personaggi in qualche modo bloccati: un padre e un figlio accomunati dallo stesso destino che ha assegnato loro l’immane compito di non poter sbagliare. 

Vincitore tra vari riconoscimenti del prestigioso Desmond Elliott Prize nel 2019 e incluso dalla Bbc nell’elenco “100 Most Inspiring Novels”, Golden child è un romanzo che seduce, sconvolge e costringe a prendere posizione.

 



Titolo: Golden child
Autrice: Claire Adam
Casa editrice: 66thand2nd / Faber & Faber
Traduzione: Emilia Benghi
Pubblicato a: marzo 2026 / gennaio 2019
N. pagine: 264 / 281

Sull’autrice: Claire Adam, nata e cresciuta a Trinidad e Tobago, si è laureata in Fisica negli Stati Uniti e vive a Londra con la famiglia. Golden child, suo romanzo d’esordio, le è valso diversi premi tra cui il prestigioso Desmond Elliott Prize nel 2019, ed è stato incluso dalla Bbc nell’elenco “100 Most Inspiring Novels”. Nel 2025 ha pubblicato il romanzo Love forms, selezionato nella longlist del Booker Prize 2025.