Si può decidere cosa ricordare? Quale processo psichico modella, o sfigura, la nostra memoria? Sabrina Quaranta con Iniziazione, edito da Neri Pozza, dimostra che i ricordi sono inevitabilmente legati ai luoghi, agli spazi in cui siamo cresciuti, dove abbiamo corso, passeggiato o dove siamo rimasti immobili; posti in cui si è riso a crepapelle o pianto a dirotto. Insomma, dove c’è stata vita.
Anna, la protagonista, è costretta dopo trent’anni a tornare nel suo paesino natale per vendere la casa della madre defunta. Ed eccoli, i ricordi. Ricordi che nel corso degli anni passati in un’altra città hanno penetrato la carne, anzi gli organi, e non affiorano soltanto ma incidono il corpo: si manifestano come un’intensa acidità di stomaco fino a diventare un lancinante bruciore difficile da sedare.
“Una nuova eruzione in un punto imprecisato dello stomaco la distrae: si piega in avanti e un sapore acido le inonda la bocca facendole lacrimare gli occhi. Poi il vulcano si addormenta.”
L’autrice decide che l’indefinito paesino di provincia non è il semplice fondale dove i fatti accadono ma è “corpo esteso”, personaggio attento, voce narrante che tutto sa, custodendo memoria storica fino a che i protagonisti rimangono all’interno del suo perimetro: i confini sono solo geografici.
“Crede di essere di fronte a una scena inedita, di aver inventato un nuovo gioco, un nuovo scherzo, senza sapere che a questo punto della storia del mondo, ogni cosa è una ripetizione.”
Questa è una delle laconiche sentenze che il paese ogni tanto si concede, rimuginando tra sé, borbottando.
L’alternanza dei diversi archi temporali, in cui presente e passato s’allacciano e slacciano di continuo, ricorda l’ormai cult prima stagione di True Detective, e come in quest’ultima le atmosfere cupe e desolanti si fondono con alcuni stilemi di genere; il libro vira dal giallo al thriller psicologico, sfumandone tuttavia i tratti, riuscendo a decostruire alcuni topos stanchi, ormai inflazionati. Mancano vere e proprie indagini, il detective disilluso e un machiavellico serial killer: urrà! Sono le relazioni cucite all’interno del paesino a smuovere i misteri della storia, tramite silenzi e non detti corrosi in procinto di implodere.
Anna è nota nella comunità per aver identificato il responsabile della scomparsa di Lorenzo Mayer, il fratellino della sua migliore amica Caterina. L’uomo accusato era già un emarginato, un reietto dai comportamenti ambigui e inquietanti: tanto è bastato alla comunità perché gli indizi diventassero prove, consolidate grazie alla testimonianza di Anna. La sua accusa fatta in adolescenza è ciò che definisce lei stessa e che l’ha definita agli occhi altrui, nel lungo periodo di esilio volontario. Il rapporto della protagonista con la madre ne è una conseguenza così come l’epilogo dell’amicizia con Caterina. Difficile raccontare alcune svolte narrative, alcuni rapidi passaggi, senza inciampare in anticipazioni che, vista l’intelaiatura “a incastro” del romanzo, sarebbe poco etico svelare.
È una storia in cui ci si interroga sul concetto di menzogna, lo si analizza spolpando la sua origine, le sue cause scatenanti e il senso di colpa che ne deriva. Ma ancor di più Iniziazione è capace d’indagare lo stretto legame tra bugia e ricordo, i limiti labili dell’uno e dell’altro, la loro sovrapposizione e l’inevitabile oblio.
“Anna si rialza con una mano sulla bocca. La lava torna da dove è venuta e lei si rivede in oratorio, in terza elementare con un abito color avorio – o era azzurro? O rosa confetto? No quello di Cate era rosa confetto – i capelli stretti in due trecce rigide di lacca e al collo una collana d’oro con una gemma trasparente al centro.”
Un’altra linea narrativa mostra e racconta un gruppo di adolescenti che vivono la propria giovinezza nel paese. Le loro avventure scompigliate, le scoperte, i pericoli scampati, i ricatti e le prove di coraggio – d’iniziazione appunto – dovute a quella dannata volontà nel dimostrarsi grandi, già adulti. Tutti questi aspetti fanno pensare a Il corpo di Stephen King, autore che la stessa Sabrina Quaranta inserisce nei ringraziamenti finali. Nonostante Iniziazione sia privo di un certo respiro nostalgico si avvertono anche gli echi di Stand by me – il fortunato film tratto dal libro di King – proprio per la prosa cinematografica dell’autrice.
I ragazzini, come gli adulti, appaiono ingabbiati nella ragnatela di rapporti che realtà di paese e di provincia sembrano tessere loro malgrado. Il bisogno d’evasione che si scontra con lo smarrimento, un’iniziazione al mondo più concreta che simbolica: ecco l’urgenza narrativa.
Il paesino indefinito diventa l’immaginaria Castle Rock della Quaranta, scruta gli umani, colmi di errori e incertezze, senza poter intervenire ma avvisandoci con tono lapidario: “È meglio dimenticare. Agli esseri umani questa grazia è concessa.”
Casa editrice: Neri Pozza
Collana: Narrativa Italiana
Pubblicato a: maggio 2024
N. pagine: 192
Sull’autrice: Sabrina Quaranta è nata a Carmagnola nel 1994. Nel 2019 si è diplomata alla Scuola Holden di Torino. Alcuni dei suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste Retabloid, La Balena Bianca, Narrandom e micorrize. Iniziazione è il suo primo romanzo.

