Dinamiche di potere, rivalità familiari e intrighi sentimentali. Sono solo alcuni elementi che caratterizzano la famiglia Guida raccontata da Flavia Gasperetti in La verità quando arriva è una tempesta, un audace retelling shakespeariano in cui Learco (Re Lear) è un brillante architetto di fama internazionale che vede la sua vita sgretolarsi a poco a poco dopo una fulminante ischemia. L’importante studio di architettura noto come “L’officina” è destinato ad essere amministrato dalla prima figlia, Renata; donna che dal padre ha ereditato la tenacia, l’intraprendenza, il buon gusto e il carattere: forte e deciso.
“Mia sorella non permette mai a nessuno di farmi del male. Mia sorella pensa che farmi del male sia un diritto concesso soltanto a lei.”
Così viene descritta dalla sorella minore, Gabriella. Un’anima mite e sensibile, eternamente protetta e posta al riparo dal mondo e dalle sue brutture, mai in vera sintonia con Renata e – soprattutto – con Learco. Priva di spirito critico, di competitività, di talento amministrativo; poco incline alla leadership, più a suo agio nel ruolo di dominata che di dominatrice. In questo precario equilibrio sembra però esserci una certa armonia: Learco. Re indiscusso del suo regno che amministra coinvolgendo da sempre Renata, futura regina, che provvede al fabbisogno di Gabriella con un regolare stipendio in cambio di prestazioni lavorative di poco conto, utili soltanto a giustificarne l’assunzione in azienda e la sua quota nella società.
“Anche tu ti sorprendi ogni tanto a invidiare persone che in realtà nemmeno ti somigliano quelle che si pongono obiettivi diversi dai tuoi e danno valore a cose di cui a te non importa nulla?”
Ma ogni dramma che si rispetti ha bisogno di un nemico che metta in crisi la quotidianità dei protagonisti e questo compito spetta a Cora: una donna bella ed enigmatica che cinque anni prima dei fatti narrati ha sposato Learco. Nulla di così assurdo, anzi, quasi prevedibile: un anziano signore benestante e famoso che sposa una donna molto più giovane di lui. Per naturale inclinazione, però, Cora dovrebbe apparire come un problema per Renata e Gabriella; così è, infatti. La machiavellica Renata, per la prima volta in vita sua, si sente sopraffatta e impotente, ma la cosa più grave è che Cora non ambisce a tutto ciò che Learco ha da offrire. È Renata stessa, quindi, che si costruisce un nemico. Tenta di sabotare Cora prima ancora che questa possa pianificare qualcosa, trascinando in questo limbo l’intera famiglia. Renata pur di difendere il suo futuro regno si mette in guardia da ipotetici nemici.
“Questo è il mio augurio per te: testimoni in carne e ossa. Un’assoluta leggibilità, un’accecante verità – perché la verità quando arriva è una tempesta, solleva sabbia e cose taciute, svela le colpe che il tempo aveva coperto.”
Gasperetti scrive un “contorto” gioco di ruoli fatto di insinuazioni, piccole invidie, privazioni di libertà e smania di controllo. Il re ha abdicato, ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare che la sua erede designata avrebbe avuto tante difficoltà: Renata si trova a difendere ciò che le spetta di diritto, ma la cosa singolare è che non è Cora a mettere tutto ciò a rischio ma lei stessa.
Quando Learco ha la sua prima ischemia, Cora fa perdere le tracce di sé. Dopo questa misteriosa sparizione Renata è sempre più convinta delle vere intenzioni di Cora: sposare un vecchio ricco soltanto per garantirsi un’enorme eredità fatta di liquidità, immobili e beni vari. Eppure Renata non è così distante dalla verità: convenienza, certa, ma chi lo ha detto che la convenienza è riconducibile solo a un guadagno materiale?
“La verità quando arriva è una tempesta” scrive un utente a Cuore di Cane, alter ego di Gabriella che cura una rubrica simile a una posta del cuore, una newsletter ad personam. L’ossessione nei confronti di Cora, la sua storia, i misteri che custodisce e la sua improvvisa sparizione, mettono in crisi il rapporto già scricchiolante tra Renata e Gabriella e generano una voragine tra loro e Learco, sempre più irritabile e privo di lucidità.
Un climax coerente con le atmosfere shakespeariane, un romanzo ambizioso ma non pretenzioso, dallo stile sobrio e ricercato specie nell’utilizzo del linguaggio ben dosato con richiami al testo originario. La narrazione è sviluppata con una spontaneità singolare in grado di mettere in relazione personaggi distanti tra loro ma ben delineati e autonomi. Se per rialzarsi bisogna necessariamente cadere, la tempesta che arriva nelle vite delle due donne è fondamentale proprio per far sì che dopo torni a splendere il sole. E la tempesta che realmente si abbatte su Roma una notte, non è solo il simbolo atteso e forse cercato. È un pretesto, è la spinta necessaria affinché da una fine scaturisca un nuovo inizio, un nuovo corso. E Renata e Gabriella sembrano essere così, come Roma alle prime luci dell’alba, deserta e silenziosa, mentre ancora stordita dal temporale si prepara per un nuovo giorno.
Casa editrice: Bompiani
Collana: Narratori italiani
Pubblicato a: 5 febbraio 2025
N. Pagine: 192
Sull’autore: Flavia Gasperetti vive a Roma. È dottore di ricerca in Storia Contemporanea e lavora come traduttrice nei campi della comunicazione e dell’informazione. Ha collaborato con recensioni, articoli e racconti a Pagina 99, Rivista Studio, Il Manifesto, Minima&Moralia, Abbiamo le Prove. Ha scritto il saggio Madri e no. Ragioni e percorsi di non maternità (Marsilio, 2020). La verità quando arriva è una tempesta è il suo primo romanzo.

