Vincitore del Premio Calvino 2024, Macaco di Simone Torino, è la storia di un bracciante agricolo, Macaco, che vive in Valle d’Aosta e conduce un’esistenza minimale condivisa con le sue gatte, il ricordo di un amore finito e gli amici Bestemmia e Zitto.
Una vita semplice, che segue i ritmi della natura, fatta di lavoro fisico, silenzi densi e sentimenti antichi. Non c’è protagonismo, né frivolezza, ma un mondo autentico, essenziale, in cui la montagna non è solo paesaggio ma materia viva; la terra non è solo il luogo del lavoro, ma uno spazio di resistenza, di identità. Macaco e i suoi compagni trovano la libertà di essere sé stessi in quei margini che abitano, nella solitudine, e nella loro amicizia, solida, fisica e silenziosa. Un po’ perché il lavoro è fatica e i contadini parlano poco, soprattutto quelli di montagna. Un po’ perché tra loro le parole non servono: sono diversi ma complementari, uniti da un legame profondo che si esprime nel lavoro fianco a fianco, nel condividere il cibo, nel sostenersi senza bisogno di spiegazioni, anche nelle situazioni più drammatiche. C’è un che di fanciullesco, di tenero, in questi tre uomini; quel senso di lealtà, quella purezza che solo i bambini hanno: per Macaco e Zitto è naturale accudire Bestemmia quando la moglie lo abbandona e si rifugia nell’alcol, sua vecchia conoscenza. Ed è naturale per Macaco imparare il linguaggio dei segni per poter comunicare con Zitto senza l’intermediazione di Bestemmia.
“Zitto mi fissa, fino a che i miei occhi non vanno dentro i suoi. E mi accorgo che la roccia, pure se piange, non si sgretola. L’acqua che esce, è come quella della pianta, quando poti. Chiude la ferita. Sorride, mi stringe dal collo.
– Zitto – dico, – come facciamo?
In risposta, alza una manica. Stringe il pugno e piega il braccio. Il muscolo si gonfia di vene. Facciamo che andiamo avanti.”
Perché andare avanti si deve, sempre, anche quando il loro mondo si scontra con una modernità distante e quasi minacciosa, che prende le sembianze dei proprietari terrieri: forestieri borghesi, molto urbani, che non capiscono la terra, non la amano. Ma loro sì, e essere coerenti, prendere decisioni difficili, insieme è più facile. Con pragmaticità contadina e molta leggerezza, che non vuol dire superficialità. Perché in questo romanzo tutto appare semplice ma niente è superficiale.
“A me scappa da ridere. Bestemmia va a mettere i soldi nella cassetta e, sottovoce, snocciola una sequenza di banane con incroci familiari tra diverse varietà, così complessa e ben fatta che penso a quanto è artistico nel suo sbananare”.
Macaco è un romanzo di lingua, più che di trama. Lingua che riflette il modo di comunicare dei personaggi: poche parole, spesso il senso profondo si intuisce nei silenzi, ogni parola è necessaria, o niente.
Lo stile asciutto di Torino è cesellato, fatto di frasi spezzate, una ‘scrittura orale’ che porta il lettore nel mondo di Macaco in modo quasi prepotente: è come essere seduti al tavolino dell’Oropa mentre proprio lui ci racconta questa storia. Queste storie, perché il romanzo procede per episodi, frammenti di vita che si compongono in un quadro di forte intensità, visiva ed emotiva, dietro cui si avverte una tensione poetica costante. E infatti proprio dalla poesia viene l’autore, e questa origine è evidente nell’attenzione al ritmo e al suono delle parole. La sua prosa è lineare solo in apparenza: ogni frase ha un peso, ogni pausa è carica di significato.
Macaco ha una forza espressiva tale da riuscire a raccontare con rara intensità una storia di uomini “Semplici. Semplicissimi”, fuori dal tempo e per questo straordinari; e Simone Torino si rivela una voce originale e riconoscibile, capace di restituire con autenticità un mondo fatto di silenzi, fatica e una bellezza dimenticata.
Casa editrice: Einaudi
Collana: Unici
Pubblicato a: marzo 2025
N. pagine: 224
Sull’autore: Simone Torino è nato nel 1979 ad Aosta. E’ stato bracciante agricolo, postino e assistente per ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Ha frequentato la Scuola Karenin di Bologna e pubblicato alcuni racconti, con Macaco ha vinto la XXXVII edizione del Premio Italo Calvino.

