Chi ha amato Le città di pianura di Francesco Sossai, che ha fatto il pieno di candidature per i David di Donatello, non può perdersi Malefica, il romanzo d’esordio di Nicole Trevisan uscito per Fandango Libri. Con il film di Sossai il romanzo condivide un’ambientazione così necessaria alla narrazione che si fa personaggio essa stessa: è quel basso Veneto piatto, nebbioso, fatto di terreni edificati a forza di sudore e condoni nella speranza di un benessere che ha la forma della Milano poco distante. 

Ci sono solo i grilli ed ettari di terra arsa, scannata dai trattori, abitata da zampe rinsecchite di animali col becco che cercano invano di sfamarsi. Piana.

L’etica del lavoro è ferrea ma spesso non paga, come è successo ai genitori di Aurora, la protagonista e voce narrante di Malefica. Lei nella provincia padovana si è sempre sentita stretta: «Eppure, i miei coetanei la scelgono e ne sono felici, Michael non vede l’ora di immolarsi alla rasatura settimanale del prato e ai pergolati abusivi». Aurora è diversa nelle aspirazioni e anche nella lingua che usa: resta sempre fedele all’italiano in una provincia retta dal dialetto.

[…] erano veneti purissimi di certificata genealogia. Ero io a preferire l’italiano, la lingua delle maestre, dei preti, degli adulti affidabili. A loro non piaceva, a nessuno piaceva. Era una cosa da spocchiosi. Da estranei.

Con la scusa dell’università, si trasferisce prima a Bologna e poi a Roma, per raccontarsi «sradicata, come pensavo mi sarebbe piaciuto essere […]», sperando di trovare così la propria favola ribelle. La città le consente di sparire nell’anonimato, ma non di trovare sé stessa e quando una telefonata la informa della morte di Andrea, uno dei pochi amici d’infanzia, Aurora sale su un treno che la riporta nella tanto odiata provincia. 

Si sarebbe dovuta trattenere giusto per la durata del funerale e invece ci resta per mesi dormendo nella vecchia cameretta in casa dei genitori. Questo periodo viene raccontato con un lungo torrenziale soliloquio che porta chi legge nella testa di una giovane donna cattiva, brutale, ora che è adulta così come da piccola. Sì, perché il ritorno è sempre una scusa per guardare a quel passato in cui Aurora non è innocente come verrebbe facile immaginarsela, ma infida e meschina nei confronti delle sue stesse amiche. La lingua vorticosa di Trevisan ci accompagna nella sua infanzia, e quanto più la protagonista si abbandona alla collera, tanto più le frasi diventano lunghe e taglienti e non risparmiano nessuno. 

«Non hai mai saputo confrontarti con qualcuno senza aggredirlo.»

Aurora è inclemente e per questo affascinante. Non è facile trovare negli esordi di oggi una rappresentazione così cruda della rabbia femminile: si può arrivare a concepire una donna vendicativa che urla, lancia un piatto, magari graffia una macchina, ma una donna che distrugge completamente un appartamento senza fermarsi nemmeno quando il sangue le sgorga a fiotti dalla mano è qualcosa di unico e potente. 

Il cattivo distrugge, a volte vince, ma rimane solo.

Ma c’è di più. Aurora si trova a portarsi dietro un nome morbido, fatto di luce, che contrasta con la sua natura, tanto che è lei stessa a riconoscersi malefica, come la strega cattiva della Bella addormentata nel bosco. Guarda caso, l’angelica principessa vittima dell’incantesimo si chiamava proprio Aurora, una coincidenza su cui l’autrice non si sofferma, lasciandoci il dubbio che sia casuale. Con la sua sete di vendetta che sa di autosabotaggio («Stai facendo tutto da sola»), la protagonista non cerca il favore dei lettori ed è una scelta molto coraggiosa per un esordio: Aurora è spigolosa e, per quanto si ammorbidisca verso la fine, non arriva mai a un definitivo riscatto. Speriamo che la voce affilata di Trevisan ci regali in futuro altre storie scomode come questa.

 


Casa editrice: Fandango Libri
pubblicato a: febbraio 2026
pagine: 276

Sull’autrice: Nicole Trevisan, classe 1989, è laureata in ingegneria edile e architettura e dal 2022 pubblica regolarmente racconti e articoli su riviste letterarie. Nel 2023 ha vinto il Premio Zeno con La ragazza. È editor e redattrice del collettivo Spaghetti Writers. Malefica è il suo primo romanzo.