È il 1986 e in Italia escono tre libri che oltreoceano, pur essendo esordi, sono già entrati di prepotenza nella storia della letteratura: Le mille luci di New York di Jay McInerney, Meno di zero di Bret Easton Ellis e Ballo di famiglia di David Leavitt. Fate caso all’anno: 1986. Per dare un’idea, è l’anno in cui lo Space Shuttle Challenger esplode nella fase di decollo, a Palermo si apre il Maxiprocesso, Berlusconi compra il Milan e a Chernobyl succede quello che sappiamo. Ed è la data che segna il ritorno del minimalismo dopo anni in cui ha dilagato la scrittura lisergica della beat generation. Un saggio di Fernanda Pivano esalta questi giovanissimi autori – Ellis ha 22 anni e Leavitt 25 – e per il mondo, che sembra aver messo da parte Hemingway e Steinbeck, è uno choc. La loro scrittura essenziale e asciutta, le frasi brevi, i dialoghi incisivi e un uso sapiente del sottotesto, sono chiaramente ispirati alla poetica di Hemingway, ma i temi sono ancora dei tabù: l’omosessualità e la droga su tutti. 

Nelle pagine di Ellis si scopre la crisi dei grandi ideali modernisti e la frammentazione sociale del periodo postmoderno. Uno sguardo critico, eppure distaccato sulla realtà che diventa una lente attraverso cui osservare l’alienazione, l’ambiguità e le tensioni latenti della società americana.

Scritto quando Bret Easton Ellis era ancora uno studente al Bennington College, il romanzo è un ritratto crudo e distaccato della gioventù privilegiata di Los Angeles ed esplora il vuoto esistenziale e il cinismo dei giovani della borghesia californiana, immersi in un mondo di droghe, sesso occasionale e consumismo. La narrazione, in prima persona, segue il punto di vista del protagonista, Clay, il cui sguardo apatico e distante riflette la perdita di valori e di senso morale del suo ambiente. La prosa di Ellis, caratterizzata da un’estrema semplicità e da un tono quasi monotono, si inscrive perfettamente nella tradizione minimalista con un uso del non detto predominante: come in Hemingway, ciò che non viene esplicitato assume un peso maggiore rispetto a ciò che viene detto. 

Ellis non si limita, però, a replicare i dettami del minimalismo classico: in lui si avverte una tensione postmoderna che porta questa tendenza letteraria verso un’estetica più oscura e critica. I suoi personaggi non sono soltanto alienati, ma spesso moralmente corrotti e intrappolati in un sistema di valori votato all’apparenza. La Los Angeles di Meno di zero diventa così una metafora di un’America in declino, un luogo dove l’edonismo e la superficialità hanno eroso ogni traccia di autenticità: il perfetto ritratto degli anni Ottanta, prodotto inevitabile del fallimento dei sogni della generazione Beat e degli Hippie.

Ellis fa del minimalismo lo strumento per scavare sotto la superficie della realtà, utilizza il distacco e il cinismo per denunciare il vuoto culturale di una società decadente. Nella sua scrittura il minimalismo si evolve, abbracciando le complessità del mondo postmoderno: non più solo un’estetica della sottrazione, ma una forma espressiva capace di catturare la frammentazione e le contraddizioni del contemporaneo. Un esordio che dimostra come il minimalismo, che sia filtrato attraverso lo sguardo di Scott Fitzgerald o Carver, Ellis o Leavitt, Franzen o Lombardo può adattarsi e reinventarsi per raccontare nuove storie e nuovi mondi.

 


Prima pubblicazione: Less Than Zero, Simon & Schuster (US) 1985 in Italia pubblicato da Tullio Pironti nel 1986 con il titolo Meno di Zero, traduzione di Francesco Durante.
Successive edizioni: Einaudi 1996, collana ET Scrittori, traduzione di Marisa Caramella

Sull’autore: Nato a Los Angeles nel 1964, è uno degli scrittori più celebri della Generazione X.  Esordisce a soli 21 anni nel 1985 con il romanzo Less Than Zero, diventato un cult per la sua rappresentazione spietata del vuoto emotivo e morale. I suoi libri esplorano temi come il nichilismo, il consumismo e la decadenza sociale.  

Opere scritte dopo Meno di zero: 

  • Le regole dell’attrazione (The Rules of Attraction, 1987)  
  • American Psycho (1991)  
  • Glamorama (1998)  
  • Luna Park  (Lunar Park, 2005)  
  • Imperial Bedrooms (2010, seguito di Meno di zero, ambientato 25 anni dopo; ritrae i protagonisti ormai adulti)  
  • Bianco (White, 2019)
  • Le schegge (The Shards, 2023)