Esistono luoghi in cui la vita si trascina anziché scorrere, dove anche “l’incanto” dell’infanzia viene messo in discussione e la spensieratezza, che dovrebbe essere caratteristica di questa fase, finisce per essere un privilegio da guadagnare a caro prezzo. Lo sa bene Tue, ragazzino di dodici anni protagonista di Nessun altro posto dove andare, romanzo d’esordio di Thomas Korsgaard. Vive con i genitori e i fratelli in una fattoria nella campagna danese, un’ambientazione tutt’altro che bucolica: una casa che cade a pezzi, sporcizia e condizioni economiche precarie. Uno spaccato reale del Nord Europa che non cade nel cliché e mostra una realtà ben lontana da come spesso viene immaginata.
Nørre Ørum. Un avamposto nel buio, stretto tra innumerevoli paesini insignificanti. Non credo che possa far bene a nessuno vivere qui a lungo. La morte sembrava essere ovunque.
Un romanzo sorprendente e coraggioso, che ha lanciato Korsgaard come una delle nuove voci più interessanti del panorama letterario contemporaneo. In Italia è arrivato in punta di piedi, otto anni dopo l’esordio in patria ma, nonostante ciò, il suo taglio diretto e disilluso non passa inosservato.
La vita di Tue si divide tra scuola e famiglia, come quella di molti suoi coetanei. Eppure, fin dalle prime pagine, emerge un’inquietudine che lo distingue dagli altri bambini: una sensibilità acuta, bilanciata da un’insolita indifferenza. Quando un evento traumatico trascina la madre in una forma di depressione, che affronta con farmaci e poker online, è proprio Tue a mostrare un senso di responsabilità sorprendente per la sua età, proteggendo una figura materna fragile, anaffettiva e soggetta a continui sbalzi d’umore. Anche il padre appare distante, incapace di gestire la quotidianità familiare: la fattoria è in crisi, i debiti aumentano, e per restare a galla è costretto a improvvisare lavoretti, spesso al limite della legalità. La sua progressiva chiusura emotiva è ben riassunta da Korsgaard, che scrive:
Col passare del tempo, teneva il volto sempre più nascosto. Era come se credesse che, finché non l’avessimo visto, non ci saremmo accorti che era infelice.
Tue è perspicace, curioso e, a suo modo, ribelle: non va molto d’accordo con i compagni di scuola, riceve continui richiami dagli insegnanti, viene sgridato e punito dal padre, che lo considera una nullità, quasi un peso. È costretto a seguire il genitore in avventure sgangherate e grottesche, pensate per “sbarcare il lunario”, ma che si rivelano fallimentari e patetiche.
Per certi aspetti, il padre di Tue ricorda Wilhelm Gerace de L’isola di Arturo di Elsa Morante. E inevitabilmente Tue può essere accostato ad Arturo: due ragazzini randagi che scoprono il mondo senza alcuna intermediazione adulta, si cacciano nei guai e trovano da soli le soluzioni. Tue, però, possiede una maturità diversa, una consapevolezza maggiore della propria condizione. Eppure non lascia mai che la speranza svanisca: anche nelle situazioni più critiche riesce a trovare una prospettiva ottimistica.
Nørre Ørum non è Procida, e il paesaggio modella anche il carattere dei personaggi: nel romanzo di Korsgaard non c’è la leggerezza malinconica di Morante, ma una realtà cruda che trova un briciolo di ottimismo e senso di rivalsa solo nello sguardo del protagonista.
Ma andare al liceo era una bella cosa, e nessuno della mia famiglia era mai arrivato a tanto. E già questo di per sé era un buon motivo per cominciare.
Nel romanzo la speranza – come si è visto – si confonde spesso con il desiderio di salvezza che coincide quasi sempre con la fuga. Abbandonare il luogo in cui si è nati, spezzare il legame con le proprie radici, conoscere il mondo, il mondo vero, oltre i piccoli villaggi dove la vita sembra girare a vuoto. Questo è uno dei temi centrali del romanzo: l’urgenza del movimento, anche quando non si ha nessun altro posto dove andare. Sognare, illudersi forse, ma anche cercare – come fa Tue – una scappatoia reale, concreta, per non soccombere a una realtà che non può essere accettata come destino.
Titolo: Nessun altro posto dove tornare / Hvis der skulle komme et menneske forbi
Autore: Thomas Korsgaard
Casa editrice: Sellerio editore / Lindhardt og Ringhof
Traduzione: Andrea Romanzi
Pubblicato a: maggio 2025 / febbraio 2017
N. pagine: 304 / 320
Sull’autore: Thomas Korsgaard è un autore danese. Ha esordito a 21 anni nel 2017 con Nessun altro posto dove andare, pubblicato in Italia da Sellerio nel 2025, primo libro di una trilogia. I romanzi, ispirati all’infanzia di Korsgaard, hanno ricevuto un’accoglienza straordinaria, e l’autore ha vinto il Gyldne Laurbær, il più prestigioso premio letterario danese.

