“A mezzogiorno uscii di casa con lo zaino in spalla, e mi sentivo così ridicola e fuori di me che invece di scendere nella metropolitana entrai in un bar. Ordinai un bourbon doppio anche se di solito non bevo così e il barista mi chiese di dov’ero e io risposi tedesca senza un buon motivo, o forse solo per evitare che attaccasse bottone, o forse perchè avevo bisogno di vivere per mezz’ora in una storia diversa”.
Elyria, voce narrante e protagonista di Nessuno scompare davvero – primo romanzo dell’americana Catherine Lacey, edito in Italia da Edizioni Sur – ha 28 anni e vive a New York. Laureata al Barnard College, lavora come sceneggiatrice per la tv, è sposata con Charles, un professore di matematica della Columbia University, e abita in un bell’appartamento nell’Upper West Side di Manhattan. Si direbbe, a un primo sguardo, una vita davvero niente male.
Eppure, apparentemente di punto in bianco, Elyria decide di andarsene, lasciare tutto e tutti senza avvertire, di mollare la sua vita e partire per la Nuova Zelanda, zaino in spalla e un biglietto di sola andata. Inizia un viaggio che durerà mesi, sempre sul ciglio della strada a fare l’autostop, incrociando esistenze altrui e rimuginando sulla propria. Non è il tipico romanzo di viaggio: qualche collina, sì, sfilze di piante verdi e greggi di pecore in lontananza, strade strette che sfociano in ulteriori stradine, ma di questo diverso emisfero noi lettori arriviamo a vedere molto poco; il vero percorso da fare è quello nella mente della protagonista. Pagina dopo pagina scopriamo che Elyria ha lasciato dietro di sé una madre alcolizzata e un padre assente, il lutto per la geniale sorella adottiva morta suicida anni prima, un marito presente cui pensa teneramente, ma al quale non riesce davvero a comunicare il proprio disagio. Non è il passato difficile, infatti, a muoverla alla fuga, quanto un senso di inadeguatezza, un incomodo emotivo a cui non sa dare un nome, ma che descrive come un bufalo impazzito, un malessere profondo e rabbioso che la spinge ad andare lontano per salvarsi e salvare gli altri da queste tenebre.
“Abbiamo tutti un lato oscuro, mi diresti; ma io lo so che il mio lato oscuro è più oscuro della media e nasconde una mandria di bufali inferociti, e io non sono come te, Marito, la mia oscurità non è munita di interruttore, perchè la mia oscurità è il cielo sulla savana in una notte senza stelle e i miei bufali galoppano a rotta di collo con la loro furia ottusa, ma tutte queste cose io non te le potrei dire neanche se ci provassi perchè sono anni che io e te non ci parliamo veramente, ed è per questo che ho inserito una distanza di tempo e di spazio tra di noi, per far sì che il nostro silenzio abbia un senso”.
Se i temi sono intimi e complessi, l’azione è ridotta quasi a zero: i personaggi secondari, tutte le persone incontrate durante l’arco della narrazione, con i loro consigli o il disappunto per la nostra viaggiatrice solitaria, le loro storie e vite altrettanto sconclusionate, servono unicamente a offrire a Elyria spunti per una riflessione ulteriore e a noi lettori non resta altro che seguire lei e il suo bufalo nel labirinto dei suoi pensieri. Con una prosa agile e ironica, una prima persona con cui è facilissimo empatizzare, anche e soprattutto negli squilibri e nelle ossessioni, Lacey ci racconta della difficoltà di stare al mondo di una mente in affanno, del desiderio di sfuggire alla propria esistenza. Un romanzo sulla volontà di scomparire e l’impossibilità di farlo; possiamo nasconderci agli altri, abitare altre parti del mondo, ma – e questo lo sappiamo già dal titolo – a nessuno è mai concesso il lusso di scomparire da sé stesso.
Titolo: Nessuno scompare davvero/ Nobody Is Ever Missing
Autore: Catherine Lacey
Casa editrice: Edizioni Sur / Farrar
Traduzione: Teresa Ciuffoletti
Pubblicato a: Febbraio 2016/ Luglio 2014
N. pagine: 243
Sull’autrice: Catherine Lacey, classe 1985, nata a Tupelo nel Mississippi e di stanza a New York, si è formata alla Columbia University ed è considerata una delle voci più interessanti della scena letteraria statunitense. Nessuno scompare davvero, il suo romanzo d’esordio, è stato incluso dai migliori libri dell’anno dal New Yorker.

