Romanzo d’esordio della scrittrice statunitense di origini portoricane Xochitl Gonzalez, Olga muore sognando viene pubblicato nel 2022 da Flatiron Books e portato in Italia da Fazi Editore nel 2024. Accolto con grande entusiasmo dalla critica d’oltreoceano, diventa in breve tempo best seller ed è in via di adattamento televisivo per la piattaforma Hulu.

Ispirata da Lo schiavista di Paul Betty (Fazi Editore, 2015) e dalla sua esperienza personale, l’autrice figlia di immigrati di seconda generazione, intreccia le vicende vissute dai protagonisti a questioni sociali e politiche, sempre con tono ironico e leggero. 

Olga Acevedo, nata e cresciuta a Brooklyn in una grande famiglia boricua, è una professionista di successo che si è fatta strada da sola: organizza matrimoni per ricchissimi wasp e ha una rubrica in un programma tv del mattino. Intelligente e cinica, Olga trae vantaggio dalle storture dell’alta società ipocrita e meschina, “che contava il centesimo quando ne andava di risarcire il sudore umano ma spendevano e spandevano per tutto il resto”:

“[…] sono completamente ‘schiava dei bisogni capitalistici dell’Uomo Bianco’. Peggio ancora, i soldi mi piacciono molto […] Comunque, sono completamente dalla parte di chi in basso approfitta il più possibile di quelli in alto.”

Suo fratello, Prieto Acevedo, è un membro del Congresso e rappresentante della comunità portoricana ma, a differenza di Olga, è un politico appassionato e ingenuo, convinto di poter cambiare il sistema dall’interno.

Figli di radicali portoricani, i due Acevedo hanno avuto un’infanzia tumultuosa, segnata dalla tossicodipendenza del padre e dall’assenza della madre: Blanca, “un soldato perso in guerra”, che li ha affidati alla famiglia per unirsi al movimento di liberazione di Porto Rico.

Eppure, lei sa tutto di loro. Lontana e irrintracciabile, invia ai figli missive infarcite di precetti ideologici, consigli interessati e osservazioni sulle loro scelte di vita, taglienti quel tanto che basta a minare le loro stesse convinzioni .“Mia madre pensa che faccia un lavoro stupido e non sono sicura di darle torto” confessa Olga.
Anche se ormai adulti benestanti e privilegiati, Olga e Prieto affrontano i loro demoni sentendosi costantemente fuori posto, in una New York sempre più gentrificata. Quando nel 2017 un uragano devasta Porto Rico, Blanca irrompe nelle loro vite con la stessa forza della tempesta.

Le lettere della madre, fredde e manipolatorie, sono quasi dei saggi di storia socio politica di Porto Rico che sospendono la narrazione, ma allo stesso tempo portano alla luce i conflitti interiori di Olga e Prieto, in lotta per il loro posto nel mondo: seduti al tavolo dei bianchi, cercano di fare la cosa giusta, sopportando il peso del giudizio materno. Quando Olga viene ammessa alla Brown, la madre la mette in guardia:

“Non confondere l’ammissione con la possibilità di accedere al potere […] Un sistema nel quale l’unica cosa che perderai di certo è il senso di te stessa.”

Blanca è sempre lì a ricordarglielo, che non saranno mai come i ricchi americani tra i quali cercano di mimetizzarsi. Quando però la delusione nei confronti della madre è più forte della venerazione per la rivoluzionaria, tanto vale smettere di compiacerla. Aderiscono allora a “quei valori che [i loro genitori] cercavano di rovesciare”, facendo del compromesso uno stile di adattamento. Le loro posizioni di prestigio li allontanano, di fatto, dalla grande famiglia in cui sono cresciuti, ma anche da loro stessi.

Il romanzo sonda le dinamiche di potere nella società multiculturale americana toccando moltissimi temi: colonialismo e razzismo, attivismo politico, abuso emotivo, omosessualità. Probabilmente troppi per una singola storia, ma a ben vedere tutti raccolti nella stessa scenografia: la gentrificazione. Processo per cui la riqualificazione edilizia di un quartiere coincide, nella maggior parte dei casi, alla migrazione degli abitanti originari, la gentrificazione effettua quindi una sostituzione non solo economica ma soprattutto culturale. 

Il quartiere di origine degli Acevedo, puntellato di nuovi grattacieli e bar per hipster, ormai snaturato come i protagonisti, è lo sfondo perfetto per ciascuna delle domande che la storia solleva, in varia misura legate alla questione identitaria: personale, culturale e anche sessuale. 

Olga muore, sì. Sognando il sogno americano.

 


Titolo: Olga muore sognando / Olga dies dreaming
Autrice: Xochitl Gonzalez
Casa editrice: Fazi Editore / Flatiron Books (USA)
Traduzione: Giuseppina Oneto
Pubblicato a: novembre 2024 / gennaio 2022
N. pagine: 432

Sull’autrice: Nata a Brooklyn nel 1977, Xochitl Gonzalez si diploma alla scuola pubblica e si laurea in Storia dell’Arte alla Brown University. Dopo aver lavorato come interprete, wedding planner, fundraiser e cartomante, ottiene un MFA presso l’Iowa Writers’ Workshop.
Olga dies dreaming, il suo romanzo d’esordio, è stato eletto miglior libro del 2022 da New York Times, New York Post, Reader’s Digest, BBC e finalista all’International Latino Book Awards e al Gotham Book Prize.
Xochitl Gonzalez scrive anche per «The Atlantic», e grazie alla sua rubrica è stata finalista al premio Pulitzer. Anita de Monte Laughs Last (Flatiron Books, 2024) è il suo secondo libro.