“Comincia con questa domanda, gridata nel cortile di casa quando hai nove anni – forse meno. Ma tu che sei? […] Chi la fa si aspetta una risposta. Pretende immediata soddisfazione.”
È una voce lacerante questa, che martella e dice “tu”, rilanciando l’interrogativo al lettore ma soprattutto a sé stesso. Che cosa sei tu? È la voce di Trelawny, il protagonista di Se campo piú di voi, opera prima dello scrittore statunitense Jonathan Escoffery, tradotta da Stefano Tummolini e Silvia Castoldi per Fazi Editore. Trelawny sarebbe un cittadino americano a tutti gli effetti ma la sua famiglia è giamaicana. Quindi parla inglese ma non come gli americani, è nero ma non abbastanza, tanto che lo chiamano “finto negro” o “beigiolino”. Anche se sembra portoricano, i portoricani non lo vogliono perché non parla spagnolo, e neppure i giamaicani lo vogliono perché si è confuso con i portoricani. Deve riscrivere un tema al liceo perché la sua scrittura è “troppo sofisticata” per un uomo di colore:
“Anche se ti vesti e parli come un nero, scrivi ancora ‘da bianco’, e la discrepanza richiede una spiegazione.”
Non c’è limite alla diversità. In una Miami multietnica si consuma l’odissea esistenziale del giovane, vittima di quella che è stata un’autentica diaspora. Tutto comincia in Giamaica negli anni Settanta durante il governo socialista di Michael Manley, Primo ministro ostile agli Stati Uniti e amico di Fidel Castro. La crisi economica causata da un pesante debito internazionale, ma soprattutto il clima di violenza e il fronteggiarsi di bande armate, provocano l’emigrazione di circa un milione di abitanti dall’isola, soprattutto verso il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Canada. La famiglia di Trelawny si stabilisce in Florida. Cacciato di casa dal padre, Topper, dopo una lite, il ragazzo vive in automobile cercando di non dare nell’occhio e attento a non spostarsi troppo per non consumare carburante. Senza patria, senza casa e senza soldi, accetta lavori strampalati, spesso ai confini della legalità, che Escoffery descrive in pagine esilaranti e tragicomiche. Anche il fratello Delano ha un’esistenza travagliata. La moglie è andata via con i figli e lui è sempre in cerca di una realizzazione lavorativa che gli consentirebbe di riavere i bambini, realizzazione che però non arriva. Trelawny, Delano e Topper – quest’ultimo parla il patois giamaicano, una lingua creola fra l’inglese e l’africano, spassosissimo nella traduzione di Silvia Castoldi – sono soprattutto personaggi imperfetti, dall’esistenza incompiuta, in un racconto declinato quasi sempre al maschile. Il libro passa per una serie di situazioni spesso divertenti perché paradossali ed è diviso in capitoli che sono storie collegate ma che si possono leggere anche a sé stanti. Né romanzo canonico né raccolta di racconti, selezionato nella longlist del National Book Award nel 2022, finalista al Booker Prize e al PEN/Faulkner Award nel 2023, Se campo piú di voi vive di una scrittura magistrale e, come il suo protagonista, rifugge dagli incasellamenti. Un libro capace di parlare con leggerezza dei sentimenti che legano padri e figli, di identità, di razza, di pregiudizi e d’amore. E del miracolo di sopravvivere:
“Immagini di raccontare ai tuoi figli, e ai figli dei tuoi figli, che sei fuggito da Miami, anche se solo per poco; che un tempo sei vissuto in una terra così fredda che ti si congelavano i capelli quando andavi al campus, una terra in cui scendevano dal cielo dei corpi semisolidi bianchi, come escrementi di piccioni leviatani. Pensi che se camperai abbastanza a lungo da diventare nonno o bisnonno, avrai la meglio sull’inverno; e sopravvivrai ai ghiacciai, agli orsi polari e alla neve.”
Titolo: Se campo piú di voi / If I Survive You
Autore: Jonathan Escoffery
Casa editrice: Fazi Editore / USA Farrar, Straus and Giroux (MCD Books)
Traduzione: Stefano Tummolini e Silvia Castoldi
Pubblicato a: marzo 2026 / settembre 2022
N. pagine: 264 / 272
Sull’autore: Scrittore di origine giamaicana, nato a Houston nel 1980 e cresciuto a Miami, Jonathan Escoffery è dottore di ricerca in Letteratura e scrittura creativa alla University of Southern California e nel 2021 ha ottenuto una Fellowship presso la Stanford University. Se campo piú di voi è il suo primo libro, selezionato nella longlist del National Book Award nel 2022, finalista al Booker Prize e al PEN/Faulkner Award nel 2023.

