C’è un nome che ritorna in ogni pagina di Selenide eppure non vi abita mai del tutto. Luna è la protagonista di ognuno dei nove racconti: coraggiosa, curiosa, presente; ma anche misteriosa, sfuggente, eterea. Luna vive in ogni pagina eppure non c’è. Non è morta, è semplicemente altrove, irraggiungibile, e chi la ricorda la guarda da lontano.
Quando andiamo via, è lo spazio intorno al vuoto a raccontare di noi, allora vediamo Luna nei ricordi di chi le è stato vicino, uomini e donne che attraversano il tempo a ritroso, che affrontano il sospeso, il non elaborato, ognuno a modo suo.
Marta Cristofanini costruisce un libro corale e stratificato, in cui ogni voce illumina la protagonista da un’angolazione diversa senza mai imprigionarla in una definizione esatta. Luna brucia le cose. Luna si trasforma in principessa delle sirene in riva al mare, indifferente al mondo. Luna si presenta a una festa di capodanno, appare sulla soglia “con l’aria impolverata, come se fosse appena tornata da una corsa mattutina per i campi”, con un anello per ogni dito e i piedi scalzi che percorrono una casa altrui come se fosse sempre stata la sua. Ogni racconto aggiunge un frammento, nessuno chiude il cerchio.
“In fondo siamo tutti incastrati, annodati nello stesso groviglio. Mi piace pensare che siamo composti magari in minima parte della stessa roba di chi ha vissuto su questo pianeta prima di noi, e che continueremo ad aggregarci, a mischiarci, a esistere insieme, al di là della fine individuale di ciascuno.”
Questa idea che gli atomi si mescolino e si ritrovino, che “gli spettri siamo noi, e siamo dappertutto”, attraversa il libro come un filo che scorre sotto la superficie dei racconti, tenendoli insieme e guidandoci in un puzzle a cui manca l’ultimo pezzo.
“La fine individuale di ciascuno: in quanti modi si può declinare, una fine?” Cristofanini non risponde, ma declina. Racconto dopo racconto, mostra come un’assenza possa essere presenza, come una persona possa continuare a vivere nei gesti di chi le è sopravvissuto, nel modo in cui ci si ricorda di lei: “Luna ci aveva unite; Luna ci divise. Era stato intollerabile, sopravviverle.”
Con una lingua complessa e simbolica ma precisa, a tratti forse troppo lirica, Cristofanini costruisce una storia nostalgica ed evocativa, un libro sul diventare, sul perdersi, sul lasciar andare.
Già vincitore del Premio Città di Como 2025 e del Premio Bagutta Opera Prima 2026, Selenide, Racconti edizioni, è un invito a cercarsi negli altri; la nostra essenza vive nelle persone che abbiamo anche solo sfiorato, lasciando un’impronta indelebile.
Casa editrice: Racconti edizioni
collana: Racconti
pubblicato a: aprile 2025
pagine: 324
Sull’autrice: Marta Cristofanini nasce a Genova, metà ligure e metà sarda. Laureata in Filosofia e Scienze Cognitive, oggi si occupa di comunicazione e design conversazionale. Scrive su “L’Oca” e continua a coltivare la sua passione per il teatro e le arti performative. Suoi racconti sono comparsi su diverse riviste, tra cui “Rivista Blam”, “Altri Animali”, “Risme”, “Turchese” e “Lunario”.

