Leggendo Sinnada, romanzo d’esordio di Maria Spissu Nilson edito da Feltrinelli, si capisce subito di avere davanti una storia intima, forte, emotivamente intensa. In un piccolo paese dell’entroterra sardo, negli anni ’50 del secolo scorso, una ragazza povera e sensibile è “sinnada”, segnata, predestinata. Si chiama Lellena e da piccola si è arroventata la fronte per incidervi una stella che tutti pensano sia una croce. Così in paese la gente crede che la giovane abbia il potere della guarigione su animali e persone malate. 

“È una figlia sinnada, predestinata da un marchio che suggerisce potere, un mistero inesplicabile. Può guarire, fare del bene.”

La bambina vive in uno stato di miseria assoluto, mangia quando capita, gira scalza, è completamente illetterata. Di certo ha il dono, o la maledizione, di percepire in anticipo persone e avvenimenti, anche se spesso offuscati:

“In quale tempo sia avvenuta questa conoscenza non riuscirebbe a raccontarla, ma erano sue nella mente, arrivate forse con uno dei venti che le trasporta storie.”

Finché giunge in paese il capitano di una nave, Gualtiero, per un soggiorno di convalescenza: solo lui avrà occhi per cogliere nella ragazza potenzialità su cui nessuno avrebbe scommesso. Le insegnerà a leggere e scrivere e sarà per lei il padre che non ha mai avuto. 

“Con l’uomo si sente al sicuro, è suo padre, il maestro che le indica la strada, che la incoraggia anche negli errori.”

La trama è ricca di situazioni, di incontri e scontri tra gli abitanti del paese e anche di alcuni drammatici colpi di scena, ma li lasciamo scoprire al lettore insieme alla conoscenza degli altri personaggi, tutti di grande spessore narrativo. A cominciare dalla madre della protagonista, Raffaellica, che dalla figlia prova solo a ricavare guadagno grazie alle sue supposte doti taumaturgiche; a Nenna, una seconda mamma che accoglie Lellena nei momenti più difficili e “profuma sempre di pane appena sfornato”; e poi a Bastiana, innamorata del capitano e rosa dalla gelosia. Infine Elias, coetaneo di Lellena, quasi un co-protagonista ideale nella psicologia evolutiva del racconto. 

Ma c’è di più. Attraverso lo scorrere di vite racchiuse in un confine di paese, Maria Spissu Nilson anima uno spaccato storico accurato, una Sardegna quasi mitica, atavicamente arretrata, una società agro-pastorale strutturalmente povera, un microcosmo primitivo dove l’infanzia è abbandonata a sé stessa, malnutrita, vestita di stracci, senza educazione scolastica, negletta e marginale in un paese arcaico, isolato geograficamente. Ma il lento affacciarsi della protagonista a una vita degna di questo nome farà da specchio alla progressiva modernizzazione del paese, una rinascita civile prima che infrastrutturale. In mezzo, per Lellena ci sarà la ferita di dodici devastanti anni di manicomio, forse la parte più bella del romanzo, così perfettamente compiuta che avrebbe dignità di racconto a sé stante.

“I visitatori dopo fuggono nel mondo normale, cercando di scuotersi dalla mente quell’orrore che si manifesta con urla che salgono dagli anfratti del cuore; scappano dalla visione di corpi deformi mai immaginati, di occhi sbarrati, di nudità improvvise ed esibite, di risate tremende, di bambine lì abbandonate perché colpevoli di ribellioni, o di orfane che non avevano trovato altra accoglienza, tristi deprivate ma non pazze.”

Sinnada è un’opera che poggia su una scrittura lenta, ripetitiva, poetica, con un ritmo che si nutre di sé. Il tono è aulico, solenne, classico anche nei costrutti come, ad esempio, l’antico accusativo di relazione:

“Le scarpe, nuove anch’esse, intristiscono i passi, le guarda ogni tanto estranee ai piedi blu di colore.”

Circolare, visionaria, avvolgente, la parola si muove ampia sulla pagina, ipnotica, senza fretta, sospesa come l’acqua tra le anse di un fiume.

Alla veneranda età di 82 anni, dopo una vita da insegnante, Maria Spissu Nilson fa di Lellena una figura indimenticabile, e regala al lettore un romanzo che ha il profumo del buon vino invecchiato che aspettava solo di essere stappato.

 


Casa editrice: Feltrinelli editore
Collana: Narratori
Pubblicato a: marzo 2026
N. pagine: 272

Sull’autrice: Maria Spissu Nilson è nata a Scano Montiferro in Sardegna, attualmente vive a La Spezia. È stata tra le prime insegnanti che hanno sperimentato le modalità di adozione e di insegnamento delle lingue straniere nel secondo ciclo della scuola primaria. I primi racconti li ha pubblicati a sedici anni  su diverse riviste nazionali. Sinnada è il suo romanzo d’esordio.