Una delle caratteristiche dei romanzi che funzionano è riassumibile in una forma: il cerchio. Una forma geometrica a rappresentare quella capacità di scegliere una porzione di mondo – alcuni fili della matassa dal gomitolo di storie possibili, una singola atmosfera palpabile tra le infinite rappresentabili, una certa temperatura del racconto – e di portare avanti la narrazione avendo cura che tutti gli elementi della storia siano coerenti. Quando un romanzo funziona sembra sempre che tutto parta e tutto torni al cerchio, nel cerchio, come una forza centripeta in direzione di quel nucleo identitario che a distanza di anni ci permette di ricordare un libro, di individuarlo. E allora potrà succedere che se anche col tempo avremo dimenticato persino i fatti accaduti in un romanzo che abbiamo amato, ricorderemo invece con millimetrica precisione una certa tonalità di luce, il peso delle ombre, il colore della storia, il suo gradiente emotivo.

Nel cerchio perfetto del romanzo d’esordio di Alessio Parmigiani tutto torna, perché niente è casuale. L’infinità del raccontabile viene filtrata da un autore già molto consapevole, che ci mette di fronte a una storia dolorosa e limpida di amicizia, di crescita, di limiti e distanze. Ambientato a Lavagna, in una Liguria contemporanea, Stelle per pianeti, con il suo titolo già così poetico, restituisce ciò che promette: le vicende di un gruppo di amici, dall’incontro tra i tavoli della scuola materna agli anni difficili e sfuggenti della prima giovinezza.

“Mentre io e Sarim facevamo un rachitico pupazzo di neve, fissando le palazzine e le macchine posteggiate in piazza Vittorio assiderarsi in oceaniche dune bianche, mentre scoprivo l’unico inverno della mia vita, un frastuono ritmato si propagò sulla città come una nuvola. Sembrava che qualcuno avesse preso un megafono e ci stesse battendo sopra un sasso.”

Quella di Leo e Gabs è una storia di avvicinamenti e allontanamenti e di un legame fraterno impari, sin dall’inizio, in cui uno dei due si dà un compito impossibile e sceglie di farsi carico della salvezza dell’altro. Perché se è vero che nessuno si salva da solo, è vero anche che nessuno può essere salvato da se stesso senza che ne abbia l’intenzione. Ed è così che vanno le cose tra Leo e Gabs, e con i loro due amici Sarim e Alberto, mentre attorno a loro la vita cambia, gli anni della scuola finiscono, l’età adulta si avvicina a passi lunghi ed entrambi i protagonisti, da parti opposte, si trovano a sporgersi sul precipizio di un confine che decideranno deliberatamente di varcare.

“Eravamo animali annegati, trascinati alla deriva, approdati quasi per caso. Ma era come se il posto avesse scelto noi, e non viceversa. Un po’ come Lavagna.

Gabs porterà allo stremo la propria inclinazione alla violenza e Leo farà i conti con la fatica di chi deve assistere alla trasformazione di un amico amatissimo e allo svelamento di un’identità così a lungo temuta, negata, rimossa da un’intera comunità, che ha sacrificato la propria capacità di giudizio sull’altare di un’intelligenza, quella di Gabs, al di sopra della media.

Parmigiani porta sulla scena i corpi e i sentimenti di quattro amici incredibilmente reali, vivi, verosimili, con dialoghi autentici e scene dal grande impatto emotivo. Attorno a loro, costruisce un paese e un reticolo di relazioni che porta con sé, annodato a doppio filo, un sistema di ereditarietà delle colpe e dei destini, di dolori che non possono guarire, di responsabilità sempre più gravi e ineliminabili, che cambiano la storia. E dopo averli accompagnati e scoperti pagina dopo pagina, da vicino, nel profondo, li troveremo, infine, adulti: Leo e Gabs, giunti al loro atto finale, in una chiusura luminescente, piena, salda, di quelle che feriscono lo sguardo e che d’istinto costringono a chiudere per un attimo le palpebre, specie se, proprio come Leo, lo si è tenuto dimenticato e al buio troppo a lungo, quello sguardo.

 


Casa editrice: NN Editore
Collana:
gli Innocenti
Pubblicato a: agosto 2024
N. pagine: 224

Sull’autore: Classe 1996, Alessio Parmigiani è nato e cresciuto in Liguria, frequenta la facoltà di Culture e Letterature del Mondo Moderno a Torino e lavora nel settore della cybersicurezza. Diplomato alla Scuola Holden, ha ricevuto nel 2021 una menzione al Premio InediTO Narrativa-racconti.