Ugo, opera prima di Di Mauro, proposto al Premio Strega 2026 da Filippo La Porta, prende il nome dal suo protagonista. Ugo ha il collo storto, non solo un difetto fisico ma una vera dichiarazione di intenti: guardare il mondo da un’altra prospettiva, alla ricerca della bellezza dell’esistenza, che proprio per la sua condizione di storpio, gli sfugge:

“Sono brutto. Non semplicemente brutto, sono ridicolmente brutto, e se mi guardo allo specchio inorridisco dal ridere.”

L’incipit funge da manifesto dell’intero romanzo: Ugo, ormai adulto, ripercorre la sua vita attraverso una narrazione in flashback che permette all’autore di smorzare la tragicità di alcuni eventi, e invita il lettore a concentrarsi piuttosto sul sottotesto, ossia il percorso di formazione di un uomo alla ricerca del proprio posto nel mondo: 

“[…] non avrei potuto fare di meglio, dato il materiale di partenza, quindi sono un uomo appagato o meglio senza rancore verso me stesso e chiunque abbia un briciolo di intelligenza sa che il rancore verso gli altri è un brutto sentimento, ma quello verso sé stessi è la peggiore malattia che l’uomo sappia procurarsi”.

Quest’indagine lo porta dapprima a confrontarsi con il male, sia attraverso la lettura di filosofi come Kierkegaard, Nietzsche, Kant, che raccontano l’uomo scarnificato nella sua parte meno nobile, sia per mezzo della perfidia che alimenta i suoi comportamenti in adolescenza. Più tardi, tuttavia ne constata l’inutilità.

“[…] io avevo la libertà del mostro e potevo fregarmene di tutto e di tutti. Chi poteva giudicarmi per i miei pensieri orrendi se l’orrendo era il sigillo del mio corpo”.

Rifiutando il rancore, dopo aver fatto pagare agli altri il prezzo della sua frustrazione, mette la sua intelligenza al servizio del bene, aiutando familiari e amici colpiti da sventure o semplicemente infelici. Fondamentale è l’esempio del padre, che si trasferisce da Napoli a Perugia con la famiglia per sottrarre Ugo a un ambiente malsano. Lì intraprende la carriera di sarto, che Ugo tenterà di seguire, complice sua madre e il suo migliore amico Ninetto. L’universo di Ugo è costellato di incontri che gli permettono portare avanti quella che pensa essere la sua missione, e cioè mettere la sua intelligenza al servizio del successo imprenditoriale: il professor Mario di Iorio, docente di filosofia, maligno e storpio anche lui, gli consiglia di “non cercare vie che non incontrino gli altri”, nel tentativo di sfuggire alla derisione; l’artista Burri, pittore su tele fatte di juta, accetta di cedere il suo nome per il capo di sartoria ispirato alla sua produzione artistica, conquistato dalla sensibilità di Ugo, che definisce le sue opere una “natura viva”; Elmina, una “anziana piccola signora” segnata da una gobba molto pronunciata, è la prima che non si sofferma sul suo collo storto; Elmo, figlio di Elmina, allontanatosi dalla madre per la deformità ereditaria – così crede lei – è per Ugo l’esempio di come anche uno storpio possa trovare l’amore. L’intreccio, così popolato di figure descritte con minuzia e sintesi efficaci, permette a Ugo di farsi strada nell’affermazione di sé stesso, indagando il conflitto tra l’aspetto positivo e negativo della sua vita: il difetto corporale e l’estrema intelligenza. 

Una caratteristica particolarmente significativa del romanzo è la lingua: registri diversi si intrecciano in un tessuto narrativo già denso di personaggi e avvenimenti, e l’autore dimostra grande abilità nel farli convivere in modo armonioso. Il registro accademico, impiegato nelle riflessioni sulla vita e sulla condizione di Ugo, e quello formale che caratterizza la voce del narratore, si mescolano costantemente a un terzo registro, più colloquiale e dialettale, che prende forma nei dialoghi tra i personaggi, resi a volte in perugino e in napoletano.

Il romanzo di Di Mauro è una sintesi riuscita tra profondità filosofica e ricchezza descrittiva: due dimensioni che si inseguono e si fondono l’una nell’altra, dando vita a un racconto in cui, parafrasando Pirandello, la vita “la si vive, e la si scrive”.

 


Casa editrice: Elliot Edizioni
collana: Scatti
pubblicato a: gennaio 2026
pagine: 192

Sull’autore: Baldissera Di Mauro vive a Tollo, in Abruzzo. Dopo un lungo percorso professionale nel settore della cultura tra Abruzzo e Umbria, esordisce nella narrativa con Ugo, romanzo pubblicato da Elliot e proposto al Premio Strega 2026.