Se questo romanzo fosse un’esibizione musicale, sarebbe un concerto suonato a quattro mani o un duetto di violini. Suonerebbe come una melodia elegante ed equilibrata, impalpabile, pur nascondendo contrasti profondi derivanti dalla complessità dei temi trattati: le relazioni omosessuali e la transizione di genere. Variazioni sul tema, è infatti un racconto fatto di corpi che si desiderano, si rifiutano, si perdono. I due protagonisti, Lidia e Leo, sono fragili ma determinati, entrambi alla ricerca della propria identità oltre ogni definizione di genere prestabilita.
Il romanzo d’esordio di Martino Giordano, giovane autore palermitano, rassicura e scuote come i buoni racconti sanno fare. Mentre la voce dell’autore è cristallina e la costruzione narrativa coerente e bilanciata, la sensazione di incertezza, quello stare continuamente in bilico tra i desideri e le paure di questi giovani protagonisti, è fortissima e destabilizzante, a tratti dolorosa.
La struttura presenta, a capitoli alternati, ora la voce di Lidia, ora quella di Leo. Inizialmente, il quasi improvviso cambio di personaggi e di scena può lasciare lievemente incerti, ma poi le due storie si avvicendano in maniera fluida e naturale creando un ritmo narrativo armonico. Dalla marittima Palermo, l’ambiente studentesco del conservatorio, il rapporto di coppia apparentemente solido di Lidia e Dalila e le certezze familiari, ci spostiamo con Leo nella capitale della Repubblica Ceca. Qui Giordano espone, senza filtri, i bassifondi urbani: la prostituzione per strada, sotto i ponti, le luci fioche del desiderio carnale. Sempre a Praga, il violento rifiuto di chi non presenta un’identità di genere univoca e convenzionale diventa parte integrante del paesaggio.
“Avrebbe dovuto detestarsi, vestito in quel modo, alla mercé di uno sconosciuto, le ginocchia che grattavano il marciapiede sotto il tessuto dei collant. E invece si rese conto che c’era qualcosa, in quella degradazione, che gli piaceva.”
Giordano ci accompagna nel doloroso processo di trasformazione di Lidia e Leo mettendo in luce senza eccessiva retorica gli ostacoli sociali, politici, burocratici e pratici di una scelta esistenziale di non ritorno. Lidia piano piano prende consapevolezza di sé e dei propri desideri, inizia a comprendere che per trovare la propria armonia deve necessariamente allontanarsi dalla sua vita.
“Esisteva un particolare distacco tra lei e quei ricordi, non sapeva decifrare le sensazioni che le provocavano. Pensava: non un uomo, né una donna. Soltanto carne.”
Anche Leo, studente in fuga a Praga, come Lidia, nella ricerca della sua forma ideale, si imbatte in una solitudine abissale che emerge dolorosamente e che scuote le coscienze. Prima di incontrare Lucien, un bibliotecario dalla doppia vita, Leo è alle prese con un’esistenza che lo porterà in luoghi oscuri nei quali l’amore fatica a trovare spazio e a svilupparsi.
Dal senso di turbamento e dallo sdegno che il testo suscita leggendo i passaggi più tesi, e più riusciti, emerge implicitamente una provocazione necessaria: non siamo forse tutti degni d’amore al di là della nostra forma esteriore? Con una voce delicata eppure efficace, pungente e sensuale, l’autore ci ricorda quanto costa trasformarsi nella versione più autentica di sé stessi.
“Tregua” pensò. Da sé stesso e dal mondo. Tregua dal passato e, finché gli era permesso, dal futuro. Forse, fermandosi lui per primo, avrebbe potuto credere di sottrarsi, anche soltanto per un giorno, allo scorrere del tempo.”
Casa editrice: Solferino
Collana: Pavoni
Pubblicato a: febbraio 2025
N. pagine: 256
Sull’autore: Martino Giordano ha ventotto anni ed è nato a Palermo dove si è laureato in Lettere. Ha vissuto a Praga e a Torino. Nel 2017 ha iniziato il suo percorso di transizione di genere. Con Variazioni sul tema si è aggiudicato il Premio Letterario Iannas e il Premio Laura Grasso per la letteratura LGBTQIA+.

