Innocenti o crudeli, innocenti e crudeli, Nico e Carme sono i protagonisti del romanzo d’esordio di Noemi De Lisi, palermitana, autrice di poesie e racconti.
Vene è un romanzo bruciante, forte come una detonazione; ci porta in una Palermo contemporanea e racconta la vicenda di un ventenne della periferia della città, sensibile e insicuro, che sceglie di intraprendere un percorso di guarigione sgangherato e delirante per liberarsi della sua innata introversione, che anno dopo anno ha assunto le forme di una malattia. 

Dopo la morte della nonna, che per decenni, come una pianta radicata o un animale dalle tante braccia, ha tenuto insieme i pezzi di una famiglia che i pezzi li raccoglie anche materialmente, accumulando in casa mobili di recupero di ogni genere, Nico, che non esce di casa da anni, decide di aderire al programma di un fanatico, conosciuto tramite internet, che promette di guarire i suoi “adepti” dalla malattia, riportandoli nel mondo degli estroversi. In cambio, Nico deve firmare un contratto e sottoporsi a una serie di prove, senza protestare, sotto la guida di Carme, una ragazza decisamente sopra le righe, che parla una lingua nuova e con il suo caschetto rosa e il suo motorino, lo spinge ai limiti della città e di se stesso.

“Serve la violenza per trovare la neturità delle cose”.
Oltre il giardino, in fondo, dietro i palazzi, c’è l’ultima luce nucleare. Carme si mette a ridere forte con la bocca aperta, alza le braccia: “Straguarda come zampilla il cielo dalla sua ferita!”

Così facendo, Nico si troverà a muoversi sempre più in là, oltre il confine di ciò che era stato fino a quel momento: il figlio fragile, il fratello malato, il buono a nulla, l’incapace. Ma tra la vertigine della scoperta, l’ebbrezza di un senso di potenza mai sperimentato e la violenza il passo è breve: anche quando si tratta di fare violenza a se stessi.

“Chiudo la telefonata con Carme, lei mi entra dall’orecchio e mi finisce in gola. Dove è passata la lava è rimasta la cenere nera, dura, a forma di ossa e di organi. Lei parla. Il vento caldo attraversa la cenere rocciosa, s’infila nelle gallerie minuscole, riscalda e fa ricrescere le cose. Lei prende e io perdo. Sopravviviamo solo attraverso questo scambio di materia.”


In questo percorso accidentato, decadente come la Palermo che attraversiamo anche noi, seguendo le traiettorie dei protagonisti, Nico ci lascerà scoprire, un pezzo per volta, le ferite di una famiglia impoverita, triste, incastrata dalla necessità di sopravvivere e da una propensione alla rassegnazione e all’immobilismo, che suo fratello Rosi, più giovane ma più determinato, rifiuta con fermezza.

“Fuori può cadere solo la neve finta: fa rumore, si scioglie appena tocca la strada e forma una melma scura attorno ai tombini. La neve vera cade dentro. è quella che vediamo se facciamo la doccia con l’acqua calda. Il vapore sale, l’umidità attaccata al soffitto si gonfia e spacca l’intonaco, che cade a piccoli pezzi bianchi e leggeri, in silenzio.”

Noemi De Lisi, in Vene, ci mostra con il suo linguaggio forte di immagini potenti una città affascinante, immersa in una luce rosso fuoco, che è il bagliore dei fuochi d’artificio, della calura estiva, della visione vibrante di chi per la prima volta esce da se stesso.

Con una capacità di invenzione che è di pochi autori, De Lisi riesce a manipolare il linguaggio, a creare una nuova lingua, che gradualmente impariamo a decodificare anche noi, e a portarci sotto la superficie delle cose, dove si muovono le emozioni e i legami più profondi.
Negli abissi della personalità di Nico, ma anche della storia di Carme, si viene immersi, pagina dopo pagina, per poi risalire, in un crescendo che, passando anche attraverso la loro relazione, con forza, ci conduce al finale e alla resa dei conti tra i due fratelli, in cui a fronteggiarsi non sono più un fratello sano e uno malato.

Una storia a tratti grottesca, profondamente umana, che, al di là delle deformazioni, parla di famiglie, legami, eredità biologiche, identità e sangue, attraverso una lente e una voce davvero singolari, su cui – si direbbe – c’è veramente molto da scommettere. E da rimanere a guardare.

 


Casa editrice: Effequ
Collana: Rondini
Pubblicato a: giugno 2024
N. pagine: 252

Sull’autrice: Noemi De Lisi è nata a Palermo nel 1988. Editor freelance e copywriter, ha pubblicato nel 2017 la raccolta poetica La stanza vuota (Ladolfi Editore). Suoi racconti e poesie sono stati pubblicati su «Nuovi Argomenti», «Colla», «Nazione Indiana». Nel 2020 ha ricevuto la segnalazione del Premio Italo Calvino nella sezione racconti.